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Record per Open Fiber, 64 Tbps su 600 km di fibra ottica

Un nuovo primato tecnologico segna il passo della connettività italiana: il test effettuato il 12 dicembre 2025 dimostra come le infrastrutture digitali siano pronte a supportare applicazioni futuristiche, dalla telemedicina avanzata alla presenza olografica.

Open Fiber scrive una nuova pagina nella storia delle telecomunicazioni italiane, stabilendo un primato sulla trasmissione dati su lunga distanza.

L’azienda ha infatti annunciato il raggiungimento di una capacità di trasmissione pari a 64 Terabit al secondo (Tbps) su una singola tratta di rete in fibra ottica che si estende per oltre 600 chilometri.

Open Fiber detiene ora il record per la velocità su lunga distanza

Il test, condotto con successo lo scorso 12 dicembre 2025, rappresenta la velocità più elevata mai registrata nel nostro Paese su una distanza così significativa.

Non si tratta di un mero esercizio di potenza, bensì di un indicatore concreto della direzione strategica intrapresa dall’intero settore: la creazione di infrastrutture sempre più resilienti e performanti, progettate non solo per sostenere l’attuale crescita esponenziale dei volumi di traffico, ma per abilitare le applicazioni digitali di prossima generazione che cambieranno il modo di vivere e lavorare.

La comunicazione olografica in tempo reale

A rendere tangibile la portata di questo traguardo tecnologico non è stato soltanto il dato numerico, per quanto impressionante, ma la sua immediata traduzione in un’esperienza utente rivoluzionaria.

Durante il test, la capacità di banda e la bassissima latenza garantite dalla fibra ottica hanno reso possibile una trasmissione olografica in tempo reale tra Roma e Milano. In questo scenario, la rete ha smesso di essere un semplice “tubo” per il passaggio di dati per diventare un ambiente abilitante per interazioni tridimensionali credibili.

La dimostrazione ha evidenziato come, grazie a queste prestazioni, la distanza fisica possa perdere la sua centralità, lasciando spazio a una presenza digitale dotata di un realismo senza precedenti.

L’ologramma, nel racconto di Open Fiber, diventa caso d’uso simbolico per eccellenza: rende immediatamente percepibile il salto di qualità che avviene quando la connettività non rappresenta più un vincolo tecnico.

Si aprono così scenari in cui riunioni, lezioni universitarie o eventi culturali possono superare la bidimensionalità dello schermo, offrendo un livello di immersione estremamente vicino all’esperienza dal vivo.

Un 2025 all’insegna dell’accelerazione tecnologica

Il risultato dei 64 Tbps non è un evento isolato, ma si inserisce in un anno che l’azienda descrive come cruciale per l’evoluzione della propria infrastruttura. Il 2025 è stato infatti scandito da diverse tappe tecnologiche fondamentali. Tra queste spicca il precedente record di 81,6 Tbps registrato sulla rete di trasporto nazionale Zion, un test che ha mostrato le potenzialità massime della rete in condizioni specifiche.

Parallelamente, l’azienda ha portato a termine il completamento della dorsale sottomarina Olbia–Fiumicino. Quest’opera strategica collega ora la Sardegna alla penisola attraverso percorsi più brevi e con una capacità trasmissiva nettamente superiore rispetto al passato, garantendo al contempo una resilienza più elevata in caso di guasti o picchi di traffico.

Letti nel loro insieme, questi passaggi delineano una strategia industriale coerente che guarda alla rete in fibra ottica come a una piattaforma evolutiva e non come a un semplice requisito infrastrutturale statico.

L’impatto su cittadini e imprese

Nel comunicato diffuso a margine del test, Open Fiber ha tenuto a sottolineare che tali primati non vanno interpretati come sfoggi di ingegneria fine a se stessi, ma come abilitatori concreti per la società.

Quando la tecnologia FTTH (Fiber To The Home) raggiunge l’utente finale con prestazioni di livello ultraveloce e, soprattutto, affidabile, diventano sostenibili scenari applicativi che richiedono assoluta continuità di servizio.

Si pensi alla telemedicina avanzata, dove consulti e interventi chirurgici a distanza richiedono la trasmissione di immagini ad altissima definizione senza il minimo ritardo, o alla formazione in ambienti virtuali condivisi che necessitano di una sincronizzazione perfetta tra i partecipanti.

La dimostrazione olografica assume quindi un valore che trascende l’effetto scenico: essa prova che la rete, quando dimensionata per reggere carichi elevati su lunghe distanze, può sostenere applicazioni che fino a poco tempo fa erano percepite come marginali o puramente futuristiche.

È la base tecnica necessaria per rendere efficienti i servizi pubblici digitali e accessibili nuove forme di intrattenimento immersivo.

Una visione per il futuro del Paese

Open Fiber lega indissolubilmente questi risultati a una visione di ampio respiro, centrata sugli investimenti in infrastrutture all’avanguardia come leva primaria per ridurre il digital divide. L’obiettivo è accompagnare l’Italia verso un’evoluzione in cui la tecnologia sia non solo più veloce, ma anche più inclusiva.

A sintetizzare il significato di questo progresso è Francesca Parasecolo, Head of network engineering dell’azienda, che ha collegato direttamente la performance ottenuta alle trasformazioni in corso nel traffico dati globale.

Secondo Parasecolo, raggiungere 64 Terabit al secondo su oltre 600 chilometri non è solo un record tecnologico, ma una risposta necessaria in un contesto di crescita continua della domanda di dati.

Il ruolo di una rete performante diventa centrale per confermare la visione di un’Italia sempre più digitale, dove l’innovazione infrastrutturale abilita applicazioni rivoluzionarie e apre nuove possibilità per il lavoro, l’istruzione e la salute, avvicinando concretamente la tecnologia alle persone.

Luca Zaninello

Appassionato del mondo della telefonia da sempre, da oltre un decennio si occupa di provare con mano i prodotti e di raccontare le sue esperienze al pubblico del web. Fotografo amatoriale, ha un occhio di riguardo per i cameraphone più esagerati.

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