Il settore dei semiconduttori sta per assistere a una delle sfide tecnologiche più accese del decennio, con Samsung che ha deciso di potenziare drasticamente la propria capacità produttiva per i chip di nuova generazione.
Secondo recenti rapporti provenienti dalla Corea, il colosso tecnologico ha modificato radicalmente i piani per il suo stabilimento in costruzione a Taylor, in Texas, decidendo di puntare tutto sulla tecnologia a 2 nm. La manovra rappresenta un tentativo diretto di competere con TSMC, l’attuale leader mondiale del settore, cercando di attrarre i grandi colossi tecnologici americani che desiderano diversificare i propri fornitori.
Samsung aumenta la produzione dei chip a 2 nm per sfidare il predominio di TSMC

L’obiettivo di Samsung è quello di raggiungere una parità tecnologica e produttiva tale da colmare il divario con la concorrenza taiwanese proprio nel momento in cui la domanda di semiconduttori avanzati per l’intelligenza artificiale e l’automotive è ai massimi storici.
La decisione di aggiornare i processi produttivi della fabbrica texana dai 4 nm originariamente previsti ai più avanzati 2 nm segna un vero e proprio salto tecnologico. L’azienda ha pianificato l’arrivo dei primi macchinari per il mese di marzo, con l’obiettivo di iniziare la produzione di massa entro il secondo trimestre del 2026.
Uno degli aspetti più rilevanti di questo cambio di rotta riguarda la scala della produzione: Samsung ha infatti deciso di più che raddoppiare il numero di wafer mensili previsti, passando da 20.000 a 50.000 unità. Tale cifra è particolarmente significativa perché equivale alla capacità produttiva iniziale di chip a 2 nm programmata da TSMC, permettendo a Samsung di competere non solo sulla qualità, ma anche sulla quantità di fornitura disponibile sul mercato.
Gli accordi con Tesla e la produzione dell’Exynos 2600
Le fonti indicano che questa espansione non è un semplice azzardo, ma è supportata da accordi commerciali già siglati con partner di rilievo globale. Tra questi spicca Tesla, con cui Samsung ha stretto un contratto da circa 16,5 miliardi di dollari per la produzione di AI6, un chip di nuova generazione destinato alla guida autonoma.
Oltre al settore automobilistico, la capacità produttiva sarà assorbita da contratti con aziende come MicroBT e Canaan, oltre che dalla produzione interna del processore Exynos 2600 per i futuri dispositivi mobile di Samsung. Entro il 2027, lo stabilimento di Taylor dovrebbe espandere ulteriormente la propria portata, puntando a una capacità di 100.000 wafer al mese.
La strategia di Samsung sul suolo USA
Un vantaggio competitivo fondamentale in questa corsa è l’esperienza già maturata da Samsung con la tecnologia Gate-All-Around (GAA), introdotta con i processi a 3 nm, che permette di ridurre le perdite di corrente e migliorare drasticamente l’efficienza energetica rispetto ai design tradizionali utilizzati in precedenza.
Attualmente, gran parte della produzione avanzata di Samsung è concentrata nel campus di Hwaseong, in Corea del Sud, rendendo l’espansione in Texas vitale per soddisfare prontamente la richiesta dei Big Tech americani. Portando tecnologie di ultima generazione direttamente negli Stati Uniti, Samsung mira a intercettare la crescente domanda di aziende che vogliono ridurre la propria dipendenza esclusiva da TSMC.








