Un sorpasso storico, almeno per le dinamiche recenti di Wall Street, si è consumato alla chiusura delle contrattazioni di mercoledì.
Alphabet, la holding che controlla Google, ha raggiunto una capitalizzazione di mercato di 3,88 trilioni di dollari, superando, seppur di poco, i 3,84 trilioni di dollari di Apple.
Secondo i dati riportati dalla CNBC, è la prima volta che si verifica un evento simile dal 2019.
Google supera Apple in borsa, la scommessa sull’IA sta ripagando?

Sebbene i mercati finanziari non siano un ring dove le aziende combattono fisicamente e il trading non funzioni come un sondaggio di popolarità tra celebrità pop, la tempistica di questo avvicendamento porta con sé un potere simbolico che è difficile ignorare, segnalando un potenziale mutamento nel “sentiment” degli investitori.
Apple si trova nel mezzo di un periodo che gli analisti definiscono prevedibile. Cupertino è sulla soglia del lancio di una nuova ondata di iPhone, tra cui spicca un dispositivo particolarmente atteso: iPhone Fold. Le informazioni trapelate suggeriscono che questo dispositivo non solo soddisferà, ma potrebbe addirittura superare gli anni di aspettative e “hype” che lo hanno preceduto.
Tuttavia, per chi è alla ricerca di vere sorprese tecnologiche, il 2026 potrebbe non essere l’anno ideale per guardare alla Mela.
Il gigante californiano sembra concentrato sull’iterazione e sul perfezionamento del suo ecosistema domestico e degli accessori, con il previsto aggiornamento dell’hub per la casa intelligente, denominato HomePad, e l’arrivo dell’AirTag 2. Si tratta di prodotti solidi, che confermano la capacità di Apple di creare oggetti fisici familiari che le persone sono disposte ad acquistare, spesso a prezzi elevati.
Eppure, in questo specifico clima economico, questa solidità appare agli occhi degli investitori meno entusiasmante rispetto alle scommesse più audaci dei concorrenti.
L’audacia di Alphabet
Mentre Apple perfeziona il suo hardware, Alphabet è stata impegnata in manovre decisamente più aggressive. L’azienda ha guadagnato terreno sfidando apertamente OpenAI nella corsa ai modelli di intelligenza artificiale, ottenendo risultati inaspettatamente positivi che hanno scosso il settore.
Parallelamente, sul fronte dei trasporti, la divisione Waymo ha fatto parlare molto di sé. La strategia di Alphabet ha portato a riempire le strade di San Francisco con i suoi robotaxi. Sebbene questo abbia causato disagi, con veicoli disabilitati che hanno bloccato il traffico cittadino, la visibilità ottenuta è stata enorme.
In un certo senso, sembra valere il vecchio adagio secondo cui non esiste cattiva pubblicità: Alphabet sta dimostrando di essere in prima linea nell’innovazione radicale, anche a costo di qualche intoppo pubblico.
Una nuova dicotomia per gli investitori
Non si vuole creare una dicotomia semplicistica in cui Apple rappresenta il “cattivo” e Google il “buono”; aziende tecnologiche di queste dimensioni incutono sempre un certo timore reverenziale da diverse prospettive.
Tuttavia, l’attuale ambiente di business sta delineando una situazione paradossale. Apple, famosa per la vendita di prodotti tangibili e familiari, inizia a sembrare quasi una sfavorita rispetto a Google.
Attualmente, Alphabet è percepita come l’azienda che investe pesantemente in tecnologie speculative e rischiose, settori verso i quali il grande pubblico, in termini generali, non nutre ancora un entusiasmo incondizionato.
Non sorprende, dunque, vedere gli investitori favorire la scommessa speculativa rispetto alla certezza industriale, ma è un segnale che non offre necessariamente conforto sulla stabilità a lungo termine del mercato tecnologico. Wall Street sembra aver deciso, almeno per ora, che il rischio dell’IA vale più della sicurezza dell’iPhone.








