In una mossa che segna un cambiamento nelle dinamiche della Silicon Valley, Apple ha ufficialmente confermato l’avvio di una collaborazione strategica con Google.
Il colosso di Cupertino integrerà i modelli Gemini per potenziare le future versioni di Siri e le funzionalità della suite Apple Intelligence.
La notizia, che circolava sotto forma di indiscrezione da mesi, rappresenta un raro momento in cui Apple riconosce apertamente la superiorità tecnologica di un diretto concorrente in un settore chiave.
Apple e Google: un accordo pluriennale per il futuro di Siri (e non solo)

La conferma è arrivata tramite una dichiarazione rilasciata a Jim Cramer della CNBC, in cui l’azienda guidata da Tim Cook ha spiegato le ragioni dietro questa scelta inaspettata. Abbandonando la consueta retorica basata sull’autosufficienza totale, Apple ha dichiarato:
“Dopo un’attenta valutazione, abbiamo stabilito che la tecnologia di Google fornisce le basi più capaci per gli Apple Foundation Models e siamo entusiasti delle nuove esperienze innovative che sbloccherà per i nostri utenti“.
Secondo quanto riportato dalla CNBC, l’intesa tra le due big tech si configura come una partnership pluriennale. L’accordo prevede che Apple utilizzi i modelli Gemini e l’infrastruttura cloud di Google come motore per le future iterazioni dei propri “Apple Foundation Models“.
Sebbene il comunicato ufficiale non scenda nei dettagli tecnici o nelle tempistiche precise, la rete televisiva finanziaria suggerisce che le prime funzionalità frutto di questa sinergia verranno lanciate “più avanti quest’anno“.
Questa integrazione è destinata a risolvere una delle criticità più evidenti emerse dopo la Worldwide Developers Conference (WWDC) del 2024. Durante l’evento, Apple aveva svelato l’ecosistema Apple Intelligence, promettendo strumenti avanzati come i Writing Tools, Image Playground e le Genmoji.
Tuttavia, la vera rivoluzione attesa, ovvero una versione completamente rinnovata di Siri capace di comprendere il contesto personale, eseguire azioni in-app e avere consapevolezza di ciò che accade sullo schermo, ha subito ritardi significativi.
In una dichiarazione rilasciata lo scorso maggio al blogger John Gruber, Apple aveva ammesso che la realizzazione di queste funzionalità stava richiedendo più tempo del previsto.
Le cifre e il contesto di mercato
La conferma odierna convalida mesi di reportage approfonditi, in particolare quelli firmati da Mark Gurman di Bloomberg. Secondo le indiscrezioni raccolte dal giornalista, Apple pagherà a Google una cifra stimata intorno a 1 miliardo di dollari all’anno per l’accesso ai modelli Gemini.
Bloomberg ha inoltre riportato un dettaglio tecnico di rilievo: la nuova versione di Siri sarà alimentata da un modello di intelligenza artificiale da ben 1,2 trilioni di parametri, una potenza di calcolo necessaria per competere con gli attuali standard di mercato.
Dal punto di vista finanziario e strategico, l’accordo giunge in un momento delicato per Cupertino. Apple è rimasta per lo più ai margini della frenesia per l’intelligenza artificiale che ha travolto Wall Street sin dal lancio di ChatGPT di OpenAI alla fine del 2022.
Questa percezione di ritardo ha aumentato la pressione sul produttore di iPhone affinché offrisse una risposta convincente a rivali come Google, OpenAI e Anthropic.
La situazione si riflette anche sui mercati azionari: la scorsa settimana, la capitalizzazione di mercato di Google ha superato quella di Apple per la prima volta dal 2019, con il gigante della ricerca che ha oltrepassato la soglia dei 4 trilioni di dollari di valore.
La notizia della partnership ha comunque spinto al rialzo le azioni di entrambe le società, segnando forse l’inizio di una tregua competitiva necessaria per dominare la prossima era dell’informatica.








