Crediti: Apple
L’inizio del 2026 ha portato con sé un verdetto inaspettato per uno dei prodotti più ambiziosi della storia recente di Cupertino: Apple Vision Pro è ufficialmente entrato nella lista delle tecnologie a rischio di estinzione.
Nonostante l’aura di innovazione che lo ha circondato al lancio, il visore per la realtà aumentata da 3.499$ sta affrontando una crisi produttiva e commerciale senza precedenti.
Le analisi più recenti indicano che Apple ha drasticamente ridotto la produzione presso il suo produttore cinese Luxcorp, segnando un momento di profonda riflessione non solo per l’azienda, ma per l’intero settore della realtà estesa.
Questo rallentamento suggerisce che il mercato non sia ancora pronto per dispositivi così costosi e ingombranti, spingendo il colosso tecnologico a riconsiderare la propria strategia in favore di soluzioni più leggere e accessibili.
I numeri raccontano una storia di rapido declino: nell’ultimo trimestre del 2025, Apple avrebbe venduto solamente 4.500 visori in tutto il mondo, includendo la nuova versione aggiornata con il chip M5 – che non si è rivelata in grado di risollevare la situazione.
Per avere un termine di paragone, si tratta di meno di un decimo delle circa 500.000 unità distribuite nell’anno del debutto, il 2024. Di conseguenza Apple ha tagliato il budget per il marketing digitale del dispositivo del 95%.
In realtà il problema non riguarda esclusivamente Cupertino, poiché l’intero comparto AR/VR ha subito un calo delle vendite del 14% nella prima metà del 2025, ma la posizione del Vision Pro è resa più fragile dal suo posizionamento nel segmento ultra premium.
Le ragioni di questo insuccesso sono molteplici e toccano sia l’aspetto economico che quello funzionale. In un periodo in cui gli utenti sono più attenti alle spese per beni di prima necessità, un dispositivo da quasi 3.500$ fatica a trovare spazio, specialmente se confrontato con alternative più economiche come il Meta Quest 3S da 250$ o il Galaxy XR di Samsung da 1.800$.
Tuttavia, l’ostacolo principale rimane l’assenza di una funzione indispensabile che giustifichi l’acquisto: se l’iPhone è uno status symbol essenziale e il Mac è lo strumento di lavoro per eccellenza, Vision Pro non è ancora riuscito a definire il proprio ruolo specifico nella vita quotidiana.
Davanti a questi ostacoli, Apple sembra pronta a un cambio di rotta strategico. L’azienda starebbe spostando le risorse umane e tecnologiche dallo sviluppo di una versione economica del Vision Pro verso un progetto completamente nuovo: un paio di occhiali smart leggeri ed economici.
L’obiettivo è competere con i Ray-Ban Meta AI, che hanno riscosso un notevole successo grazie alla loro capacità di integrare funzioni utili come la traduzione live e la ricerca vocale in un design classico e non eccessivo. L’evoluzione verso quelli che potrebbero chiamarsi Vision Air rappresenterebbe la vera scommessa di Apple per il futuro, puntando su un design che possa essere indossato tutto il giorno senza sacrificare l’estetica.
Quindi, tirando le somme, il declino di Apple Vision Pro non rappresenta la fine delle ambizioni di Apple nel campo della realtà aumentata, quanto piuttosto come una lezione necessaria. La tecnologia AR ha ancora un enorme potenziale, ma il mercato sembra richiedere dispositivi che si integrino con naturalezza nella vita quotitiana, piuttosto che visori pesanti ed ingombranti dotati di batterie esterne.
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