Recentemente, nuove e preoccupanti segnalazioni hanno iniziato a circolare tra le community di possessori di dispositivi Apple, suggerendo che alcuni tra i modelli più recenti, inclusi l’iPhone 16 Pro Max e l’iPhone 15, potrebbero soffrire di un problema di assemblaggio delle batterie.
Sebbene al momento si tratti di casi apparentemente isolati, la natura dell’incidente rievoca inevitabilmente lo spettro del “batterygate” che colpì il Samsung Galaxy Note 7 anni fa, sollevando interrogativi sulla sicurezza in volo e sulla qualità costruttiva delle nuove unità.
Batterie degli iPhone, gonfiori ad alta quota

Tutto è nato dalla testimonianza diretta di un utente che ha condiviso un’esperienza a dir poco allarmante riguardante il suo iPhone 16 Pro Max.
Secondo quanto riportato, durante un volo di linea, il dispositivo ha iniziato a gonfiarsi in modo evidente, al punto da esercitare una pressione tale da far distaccare il pannello posteriore dal corpo in alluminio dello smartphone.
La peculiarità di questo incidente, documentata prontamente con una fotografia scattata a bordo, risiede nel comportamento del dispositivo una volta atterrato: non appena l’aereo ha toccato terra e la pressione ambientale è tornata ai livelli del suolo, il telefono si è sgonfiato, tornando alle sue dimensioni normali come se nulla fosse accaduto.
La situazione si è complicata quando, a seguito di questa prima segnalazione, un altro utente è intervenuto confermando di aver vissuto un’esperienza identica, ma con un iPhone 15.
Anche in questo caso, il dispositivo ha subito una deformazione preoccupante durante due diversi voli, per poi ristabilirsi una volta rientrato a terra.
Queste coincidenze suggeriscono che non si tratti di un evento unico legato a una singola unità sfortunata, ma che potrebbe esserci un lotto di batterie in circolazione più sensibile alle variazioni ambientali.
Una questione di fisica e chimica
L’ipotesi più accreditata sostiene che alcune batterie potrebbero contenere al loro interno del gas residuo, frutto di un assemblaggio imperfetto o di una reazione chimica anomala.
In condizioni normali, a terra, la pressione atmosferica è sufficiente a contenere questo gas, mantenendo la batteria nella sua forma standard. Tuttavia, durante un volo, specialmente se effettuato su aeromobili più datati dove la pressurizzazione della cabina potrebbe non essere ottimale o stabile come nei modelli di ultima generazione, la pressione esterna diminuisce.
Questa riduzione della pressione esterna permette al gas intrappolato all’interno della cella energetica di espandersi, seguendo le leggi fondamentali della fisica, causando il rigonfiamento della batteria e la conseguente apertura dello chassis del telefono.
Questo spiegherebbe perfettamente perché il problema svanisce una volta atterrati: l’aumento della pressione atmosferica al suolo comprime nuovamente il gas, nascondendo le prove del difetto. Inoltre, il fatto che il secondo utente non abbia più riscontrato il problema dopo la sostituzione della batteria avvalora la tesi che si tratti di componenti specifici difettosi piuttosto che di un errore di progettazione dell’intero modello.
Come comportarsi in questi casi?
Le implicazioni di sicurezza di questi eventi non vanno sottovalutate. Trovarsi in volo con una batteria al litio gonfia rappresenta un rischio concreto, poiché la deformazione meccanica può portare a cortocircuiti interni e al temuto “thermal runaway”, ovvero un incendio chimico difficile da estinguere.
La raccomandazione in questi casi è solo una: se un passeggero nota un rigonfiamento del proprio dispositivo, deve allertare immediatamente l’equipaggio di cabina, addestrato per gestire potenziali incendi di dispositivi elettronici.
Ignorare il problema sperando che passi potrebbe mettere a repentaglio la sicurezza di centinaia di persone.
Documentare sempre
Oltre al pericolo fisico, esiste un problema pratico legato all’assistenza post-vendita. Poiché il telefono torna “normale” a terra, dimostrare il difetto al personale dell’Apple Store può diventare un’impresa frustrante.
L’utente con l’iPhone 15 ha raccontato di essersi visto rifiutare la riparazione in prima istanza poiché i tecnici, non rilevando anomalie visibili in negozio, sostenevano che un evento del genere fosse impossibile.
Solo fornendo prove fotografiche inconfutabili dell’accaduto in volo è stato possibile ottenere la sostituzione della batteria.
È importante notare, infine, che anche se il telefono sembra tornare integro, l’espansione ha quasi certamente compromesso le guarnizioni che garantiscono la resistenza all’acqua e alla polvere, rendendo il dispositivo vulnerabile a danni futuri.
Sebbene sembri un fenomeno raro, la prudenza è d’obbligo.








