Un altro servizio si aggiunge alla lista del “cimitero Google”, stop a Gmailify

Gmail
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La celebre lista dei servizi dismessi da Google (consultabile anche sul sito Killed by Google) è pronta ad accogliere un nuovo inquilino.

Questa volta tocca a Gmailify, una funzionalità introdotta con grandi aspettative nel febbraio del 2016, che cesserà di essere operativa a entro gennaio 2026.

La decisione segna un cambio di rotta nella strategia di integrazione della posta elettronica del colosso californiano, riducendo le opzioni per chi, fino ad oggi, ha preferito centralizzare la propria vita digitale sotto l’ombrello di Big G senza rinunciare ai propri indirizzi storici.

Addio Gmailify, il servizio che rendeva tutti gli account mail come Gmail

Gmailify
Crediti: Google

Quando venne lanciato quasi un decennio fa, Gmailify rappresentava una promessa di interoperabilità avanzata. L’obiettivo era ambizioso ma semplice: permettere agli utenti in possesso di account Yahoo, AOL, Outlook o Hotmail di godere delle funzionalità esclusive di Gmail senza dover cambiare indirizzo email.

Non si trattava di una semplice aggregazione di caselle di posta; Gmailify potenziava letteralmente gli account esterni.

Attraverso questo sistema, un utente Outlook poteva beneficiare della sofisticata protezione antispam di Google, dell’organizzazione automatica della posta in arrivo (con le note schede Social, Aggiornamenti e Promozioni) e delle capacità di ricerca avanzata.

Anche sul fronte mobile, l’esperienza era stata arricchita con notifiche migliorate, rendendo di fatto indistinguibile l’uso di un account terzo da quello di un indirizzo nativo @gmail.com.

Tuttavia, l’azienda ha iniziato a notificare gli utenti tramite avvisi in-app che questa era tecnologica sta per chiudersi.

Altre funzionalità dismesse assieme a Gmailify

Il ridimensionamento dei servizi non si limita alla sola funzione Gmailify. Google ha contestualmente annunciato la fine del supporto per la funzionalità “Controlla la posta da altri account” che sfrutta il protocollo POP (Post Office Protocol), costringendo molti utenti a rivedere le proprie abitudini di gestione della corrispondenza digitale.

Sebbene la data di scadenza sia fissata per il gennaio 2026, le notifiche stanno già preparando il terreno per la transizione.

È fondamentale sottolineare che il patrimonio digitale degli utenti non andrà perso: tutte le email importate e archiviate prima della data di deprecazione rimarranno accessibili all’interno della casella Gmail.