Hai un Pixel 9? Inviare foto e video ai tuoi amici con l’iPhone sta per diventare più facile

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Per anni, la condivisione di file tra dispositivi Android e iPhone è stata ostacolata da una barriera tecnologica che sembrava insormontabile, costringendo gli utenti a ricorrere a soluzioni macchinose per scambiarsi foto e video senza perdere qualità.

Tuttavia, il panorama è cambiato radicalmente lo scorso novembre, quando Google ha sorpreso il mercato annunciando che la nuova serie Pixel 10 avrebbe supportato il trasferimento diretto di file verso gli iPhone, emulando la fluidità del celebre sistema AirDrop.

Sebbene questa funzionalità sia stata inizialmente presentata come un’esclusiva dell’ultima serie top di Google, nuove indiscrezioni suggeriscono che l’azienda di Mountain View sia pronta a estendere questo ponte digitale anche ai possessori della serie Pixel 9.

Google Pixel 9, in arrivo il supporto AirDrop su Quick Share

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Crediti: Google

Secondo recenti report, Google sta lavorando attivamente per portare l’interoperabilità con i dispositivi Apple anche sulla famiglia Pixel 9. La prova concreta di questa intenzione risiede nell’analisi dell’ultima build “Canary” di Android (identificata con il codice ZP11.251212.007), all’interno della quale sono stati individuati i file di sistema necessari per abilitare la condivisione tra piattaforme diverse.

La presenza di questi file specifici nel firmware destinato alla serie Pixel 9 indica chiaramente che Google intende mantenere la promessa di non lasciare indietro i modelli precedenti, offrendo anche a chi ha acquistato un top di gamma lo scorso anno la stessa esperienza d’uso dei nuovi Pixel 10.

È doveroso sottolineare, tuttavia, una distinzione importante emersa dall’analisi del software. I file necessari per l’attivazione della funzionalità non sono stati rintracciati nel firmware del Pixel 9a, il modello più economico della linea, né tantomeno nei dispositivi più datati come il Pixel 8 e il Pixel 8 Pro.

Al momento, sembra che l’espansione della funzionalità sia mirata specificamente ai modelli premium della generazione dello scorso anno, lasciando un interrogativo aperto sul destino dei dispositivi di fascia media o meno recenti.

Il ruolo dell’Unione Europea e la fine dei protocolli proprietari

Molti utenti potrebbero chiedersi come sia stato possibile abbattere il muro tra Android e iOS, considerando che AirDrop è sempre stato un vanto dell’ecosistema chiuso di Apple. La risposta risiede in una combinazione di evoluzione tecnologica e pressione normativa.

Fino a poco tempo fa, le funzioni di continuità di Apple, incluso AirDrop, si basavano su un protocollo proprietario noto come Apple Wireless Direct Link (AWDL). Essendo una tecnologia esclusiva di Cupertino, nessun altro produttore, Google inclusa, poteva integrarla nativamente nei propri dispositivi.

La svolta è arrivata all’inizio del 2025, grazie a una sentenza dell’Unione Europea che ha obbligato Apple ad adottare standard più aperti per favorire l’interoperabilità. Con l’introduzione di iOS 26 e iPadOS 26, Apple è passata dal protocollo proprietario AWDL allo standard Wi-Fi Aware.

Questo dettaglio tecnico è fondamentale: il supporto a Wi-Fi Aware è presente nel codice di Android fin dalla versione 8.0. Di conseguenza, la maggior parte degli smartphone Android moderni possiede già l’hardware e il software di base per comunicare con questo standard; mancava solo l’implementazione pratica che Google ha inaugurato con il Pixel 10 e che ora sta testando sul Pixel 9.

Tempistiche di rilascio

Nonostante l’entusiasmo generato dalla scoperta dei file di sistema, la prudenza è d’obbligo per quanto riguarda le tempistiche. Google non ha ancora rilasciato una tabella di marcia ufficiale per il rilascio pubblico di questa funzione sui vecchi dispositivi. La presenza del codice in una build Canary suggerisce che lo sviluppo è in corso, ma non garantisce un arrivo imminente nella versione stabile del sistema operativo.

Le ipotesi più accreditate tra gli addetti ai lavori suggeriscono due possibili finestre di lancio: la funzionalità potrebbe essere introdotta con l’aggiornamento trimestrale Android 16 QPR3, oppure Google potrebbe decidere di riservarla come novità di rilievo per il lancio di Android 17.

Sarà inoltre interessante osservare la strategia di distribuzione: il colosso di Mountain View potrebbe optare per un rilascio graduale, limitato inizialmente a specifiche linee di prodotto, oppure sorprendere l’utenza con un aggiornamento trasversale che coinvolga più generazioni di Pixel contemporaneamente.