Per gli appassionati di tecnologia e i collezionisti di cimeli digitali, eBay rappresenta spesso una miniera d’oro dove il passato torna a galla in forme inaspettate.
Recentemente, un pezzo significativo della storia mobile di Mountain View ha fatto la sua comparsa sulla nota piattaforma di aste online: un raro prototipo interno del Google Pixel originale.
L’inserzione offre l’opportunità unica di entrare in possesso di un dispositivo che ha segnato l’inizio di una nuova era per Google, il tutto a un prezzo di partenza sorprendentemente accessibile, poco sopra i 100 dollari.
Google Pixel, prototipo del primo modello all’asta su eBay
La scoperta è stata segnalata inizialmente da un lettore del portale Android Authority che ha individuato l’inserzione curiosando tra le offerte online. Le immagini e le descrizioni fornite dal venditore dipingono un quadro affascinante per gli storici del sistema operativo del robottino verde.
Secondo quanto mostrato nelle schermate del bootloader e delle impostazioni di sistema, il dispositivo è identificato con la stringa “sailfish-ROW-DVT“.
Per chi ha seguito l’evoluzione degli smartphone Google, il nome “Sailfish” evoca immediatamente il nome in codice utilizzato internamente per il Pixel da 5 pollici del 2016.
La sigla DVT, ovvero Design Validation Test, è ancora più rivelatrice: indica che lo smartphone appartiene a una fase avanzata della progettazione, utilizzata dagli ingegneri per finalizzare l’hardware e risolvere gli ultimi problemi critici prima di dare il via libera alla produzione di massa.
Non si tratta quindi di un primo abbozzo grezzo, ma di un dispositivo quasi definitivo che però non era mai destinato a lasciare i laboratori di Google.
I segni inconfondibili di un’unità di test
Ciò che rende questo oggetto particolarmente desiderabile per i collezionisti sono i dettagli che ne certificano l’autenticità e la provenienza interna. Il corpo del telefono presenta indizi visivi inequivocabili che lo differenziano dai milioni di unità vendute nei negozi.
Sul pannello posteriore campeggia l’etichetta “Not For Sale“, un monito chiaro sulla natura confidenziale dell’oggetto. Inoltre, è presente un adesivo che recita “Property of Google – Android Inventory“, confermando che questo specifico terminale faceva parte dell’inventario aziendale gestito direttamente dal team di sviluppo Android.
Nonostante la sua natura di prototipo, le specifiche tecniche elencate nell’inserzione rispecchiano fedelmente quelle che sarebbero poi diventate le caratteristiche del modello commerciale. Sotto la scocca, il dispositivo è animato dal processore Qualcomm Snapdragon 821, supportato da 4GB di memoria RAM LPDDR4 e da 128GB di spazio di archiviazione UFS prodotto da Samsung.
Un dettaglio interessante riguarda il software: il telefono esegue Android 10, identificato dalla build QPP5.190530.014, e si avvia con il classico Pixel Launcher, includendo applicazioni standard come Gmail, Maps e YouTube. Questo suggerisce che l’unità stia eseguendo una build di produzione legittima piuttosto che un firmware sperimentale instabile.
Un pezzo da museo, non da utilizzo quotidiano
Sebbene il dispositivo si accenda e il sistema operativo sembri girare fluidamente, chiunque stia valutando l’acquisto dovrebbe temperare le proprie aspettative riguardo all’utilizzo pratico. Come spesso accade con l’hardware di sviluppo che non ha completato il ciclo di certificazione finale, non tutto funziona come previsto.
L’inserzione su eBay evidenzia chiaramente che lo stato della SIM, l’indirizzo MAC del Wi-Fi, l’indirizzo Bluetooth e l’indirizzo IP risultano “non disponibili“.
Queste mancanze indicano che il telefono potrebbe soffrire di seri problemi di connettività, rendendolo di fatto inutilizzabile come telefono principale o anche secondario per la navigazione.
È molto probabile che le antenne o i driver radio siano disabilitati o assenti in questa specifica configurazione hardware. Tuttavia, per il potenziale acquirente, la funzionalità è secondaria. Il vero valore risiede nella rarità: i prototipi dei primi Pixel che sono sopravvissuti, che si accendono ancora e che sono rimasti fisicamente intatti sono estremamente difficili da trovare sul mercato aperto.
Con un prezzo che al momento della scoperta si aggirava intorno ai 105,50 dollari e diversi giorni mancanti alla chiusura dell’asta, è probabile che la cifra finale sia destinata a salire man mano che la notizia si diffonde tra i collezionisti.
Per chi desidera possedere un frammento tangibile della genesi della linea Pixel, questa potrebbe essere l’occasione giusta per aggiudicarsi un pezzo di storia che Google non aveva mai inteso vendere.








