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Samsung Galaxy S26 potrebbe salvarvi dalle chiamate truffa rubando una funzione ai Google Pixel

Nella storia recente, poche funzionalità recenti hanno catturato l’attenzione per la reale utilità quanto la “Scam Detection” introdotta da Google.

Fino a oggi, questa sofisticata barriera contro le truffe telefoniche è rimasta un’esclusiva gelosamente custodita della gamma Pixel, rappresentando uno dei principali punti di forza per l’acquisto degli smartphone di Mountain View.

Tuttavia, secondo recenti indiscrezioni emerse dall’analisi del codice, questo scenario potrebbe presto cambiare radicalmente. Sembra infatti che Samsung sia pronta a integrare questa tecnologia nella sua prossima generazione di flagship, la serie Galaxy S26, offrendo agli utenti un nuovo, potente strumento di difesa.

Indizi nascosti nel codice, Google prepara il terreno per i Galaxy S26

La rivelazione nasce da un’analisi approfondita dell’applicazione Telefono Google (versione 206.0.857916353), dove sono state individuate tracce inequivocabili che collegano i futuri dispositivi Samsung alla funzionalità anti-truffa.

All’interno delle stringhe di codice, gli sviluppatori hanno scoperto riferimenti diretti ai numeri di modello che corrispondono alla futura famiglia Galaxy S26: SM-S942 (Galaxy S26 base), SM-S947 (Galaxy S26 Plus) e SM-S948 (Galaxy S26 Ultra).

Questi codici non appaiono isolati, ma sono elencati fianco a fianco con i nomi in codice dei Pixel 9 e dei Pixel 10. Il collegamento cruciale è rappresentato dal termine “Sharpie“, il nome in codice interno che Google utilizza per identificare la sua funzione di rilevamento delle truffe.

Le linee di codice descrivono esplicitamente un pulsante e una descrizione che allertano l’utente quando viene rilevata una “probabile truffa“, suggerendo che l’infrastruttura software si sta preparando ad accogliere l’hardware Samsung in questo ristretto club.

L’intelligenza artificiale di Gemini Nano mostra i muscoli

Serie Galaxy S25 – Crediti: Samsung

La tecnologia alla base di questa funzione non è un semplice filtro antispam, ma un sistema complesso basato sull’intelligenza artificiale on-device.

Attualmente, sui Pixel 9 (escluso il modello 9a) e sui Pixel 10, la Scam Detection è basata su Gemini Nano tramite AI Core. Questo permette al telefono di ascoltare e analizzare in tempo reale il pattern della conversazione alla ricerca di segnali tipici delle frodi telefoniche, il tutto avvenendo direttamente sul dispositivo per garantire la privacy dell’utente.

L’inclusione dei Galaxy S26 nel codice suggerisce che Samsung potrebbe sfruttare la stessa IA per replicare la funzione.

Se confermato, ciò renderebbe i Galaxy S26 i primi smartphone non-Pixel a beneficiare di questo livello di protezione proattiva, capace di intervenire non solo durante le chiamate vocali, ma potenzialmente anche nei messaggi di testo e nelle app di chat, avvisando l’utente del pericolo mentre la minaccia è in corso.

Samsung abbandonerà la sua app Telefono?

Nonostante l’entusiasmo per questa possibile integrazione, sorge un ostacolo tecnico non indifferente. Storicamente, gli smartphone Samsung Galaxy vengono commercializzati con l’app Telefono Samsung preinstallata come dialer predefinito, mentre la funzione di rilevamento truffe risiede nativamente nell’app Telefono Google.

Sebbene gli utenti possano scaricare l’app di Google dal Play Store, non è chiaro se installarla manualmente come app utente garantirà i permessi di sistema profondi necessari affinché l’IA possa monitorare le chiamate in tempo reale con l’efficacia promessa.

Questo solleva un interrogativo interessante: Samsung potrebbe decidere di preinstallare l’app Telefono di Google come predefinita sulla serie S26?

Esiste un precedente significativo risalente al 2024, quando l’azienda sudcoreana ha iniziato a favorire Google Messaggi rispetto alla propria app Samsung Messaggi per migliorare il supporto al protocollo RCS.

Tuttavia, mentre per i messaggi c’era una chiara necessità tecnica legata ai server Jibe di Google, per il dialer telefonico la transizione sembra meno obbligata, a meno che Google non stia usando la funzione “Scam Detection” come incentivo per convincere Samsung al cambiamento.

Al momento, né Google né Samsung hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito.

Luca Zaninello

Appassionato del mondo della telefonia da sempre, da oltre un decennio si occupa di provare con mano i prodotti e di raccontare le sue esperienze al pubblico del web. Fotografo amatoriale, ha un occhio di riguardo per i cameraphone più esagerati.

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