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Per potenziare l’IA serve più energia, Meta Compute ha il compito di risolvere il problema

La corsa all’intelligenza artificiale non si misura più solo in teraflop o parametri di modelli linguistici, ma in gigawatt.

In una mossa strategica che segnala un cambiamento radicale nelle priorità aziendali, l’azienda madre di Facebook ha annunciato la creazione di Meta Compute, una nuova divisione interamente dedicata alla supervisione, pianificazione e gestione operativa della sua crescente flotta di data center per l’IA.

L’obiettivo dichiarato da Mark Zuckerberg è ambizioso quanto complesso: costruire infrastrutture capaci di gestire decine di gigawatt entro questo decennio, puntando a centinaia di gigawatt nel lungo termine.

La corsa all’IA non si vince solo con GPU e memorie

Crediti: Meta

In un post pubblicato lunedì su Threads, il CEO di Meta ha sottolineato come l’ingegnerizzazione, gli investimenti e le partnership necessarie per costruire questa infrastruttura diventeranno un vantaggio strategico cruciale per l’azienda.

Questa dichiarazione delinea la trasformazione di Meta in un’entità che dovrà gestire risorse energetiche paragonabili a quelle di intere nazioni per alimentare il sogno della “superintelligenza personale“.

Una nuova leadership per una sfida globale

La nascita di Meta Compute arriva in concomitanza con una significativa riorganizzazione ai vertici aziendali. Poche ore prima dell’annuncio, Zuckerberg ha rivelato l’ingresso in azienda di Dina Powell McCormick nel ruolo di President e Vice Chairman.

Con un passato di sedici anni in Goldman Sachs e un ruolo di consigliere per l’amministrazione Trump, McCormick porta in dote un’esperienza finanziaria e geopolitica di alto profilo. Il suo compito sarà fondamentale: collaborare con governi e fondi sovrani per costruire, finanziare e distribuire l’infrastruttura di Meta, un passaggio obbligato quando si parla di progetti energetici di tale scala.

La guida operativa di Meta Compute sarà invece affidata a un tandem di dirigenti. Santosh Janardhan, già a capo dell’infrastruttura globale, manterrà il controllo sull’architettura tecnica, lo stack software, il programma di sviluppo dei chip proprietari e la gestione fisica della flotta di data center.

Al suo fianco lavorerà Daniel Gross, entrato nel team Superintelligence di Meta a metà del 2025, che guiderà un nuovo gruppo focalizzato sulla strategia di capacità a lungo termine, le partnership con i fornitori e l’analisi industriale.

Questa struttura a doppia testa, supportata dalle capacità diplomatiche e finanziarie della McCormick, suggerisce che Meta vede la sfida infrastrutturale tanto come un problema logistico quanto come un puzzle geopolitico.

Investimenti faraonici e cambi di rotta

L’iniziativa si inserisce in un contesto di spese in conto capitale senza precedenti. Per l’anno fiscale 2025, Meta ha previsto investimenti per 72 miliardi di dollari, con la prospettiva di aumentare ulteriormente la spesa nell’anno successivo.

Tuttavia, questa “generosità” finanziaria deve fare i conti con risultati recenti non del tutto brillanti. L’accoglienza tiepida riservata ai modelli open source Llama 4, unita a una feroce guerra per i talenti con OpenAI e alla partenza del guru del machine learning Yann LeCun, ha costretto l’azienda a rivedere la propria strategia.

Sebbene Meta continui a rilasciare in open source strumenti come la serie “Segment Anything” (SAM), le indiscrezioni suggeriscono un cambio di rotta sui modelli fondamentali. Zuckerberg avrebbe abbandonato lo sviluppo ulteriore di Llama per concentrarsi su modelli proprietari, sviluppati sotto i nomi in codice “Avocado” e “Mango”.

Questi progetti, avvolti nel mistero, rappresentano il nuovo tentativo di Meta di non perdere terreno nella corsa verso l’IA generativa di prossima generazione, nonostante le difficoltà incontrate e le critiche ricevute.

La scommessa nucleare

Per evitare che questa espansione infrastrutturale si scontri con i limiti fisici della rete elettrica, Meta sta guardando con decisione all’energia atomica.

L’azienda ha attualmente in cantiere progetti di data center su scala gigawatt in Ohio, Louisiana e Texas, ma la vera sfida è alimentarli. A tal fine, la settimana scorsa Meta ha firmato tre nuovi contratti a lungo termine con TerraPower, Oklo e Vistra per la fornitura di energia nucleare.

Questi accordi, che si sommano ai precedenti impegni presi con Constellation Energy, portano il portafoglio di energia atomica contrattualizzata dal social network a circa 6,6 gigawatt.

Si tratta di una mossa che evidenzia come il futuro dell’intelligenza artificiale sia indissolubilmente legato alla capacità di reperire fonti energetiche stabili, pulite e massive, trasformando le Big Tech in alcuni dei principali attori nel mercato globale dell’energia.

Luca Zaninello

Appassionato del mondo della telefonia da sempre, da oltre un decennio si occupa di provare con mano i prodotti e di raccontare le sue esperienze al pubblico del web. Fotografo amatoriale, ha un occhio di riguardo per i cameraphone più esagerati.

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