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Nothing ha studiato un trifold per IShowSpeed, costerebbe all’azienda oltre 52 milioni di euro

L’azienda londinese Nothing ha deciso di rompere gli schemi con un esercizio di stile tanto audace quanto costoso. Tutto nasce da una provocazione, o meglio, da una richiesta diretta del celebre streamer americano IShowSpeed.

In risposta al creatore di contenuti, noto per la sua esuberanza e per i suoi live stream caotici, il team guidato da Carl Pei ha sviluppato, seppur solo in fase concettuale e di prototipazione 3D, quello che potrebbe essere definito lo smartphone definitivo per la “creator economy”.

Il risultato è un dispositivo che sfida le leggi del mercato e dell’ingegneria, con costi di sviluppo che farebbero impallidire qualsiasi dipartimento finanziario.

L’assurdo pieghevole di Nothing avrebbe uno schermo removibile e una fotocamera modulare

Crediti: Nothing

Il concetto alla base di questo terminale non è semplicemente quello di un telefono pieghevole, ma di una vera e propria regia mobile.

Il design “trifold” immaginato da Nothing prevede l’utilizzo di tre schermi distinti. Questa architettura non è un vezzo estetico, ma risponde a una precisa esigenza ergonomica degli streamer professionisti: la necessità di gestire contemporaneamente il feed video, la chat di piattaforme come Twitch o YouTube e il gioco o contenuto in esecuzione.

L’aspetto più rivoluzionario, tuttavia, risiede nella modularità del dispositivo. I progettisti hanno superato i limiti dei tentativi passati, come il Project Ara di Google, proponendo un terzo schermo completamente rimovibile.

Questo modulo sganciabile può operare autonomamente o trasformarsi in una telecamera di alta qualità per lo streaming, supportata da un anello magnetico posteriore capace di ospitare obiettivi fotografici aggiuntivi.

È un approccio che trasforma lo smartphone da semplice strumento di comunicazione a hub di produzione multimediale.

Per uno streamer che desidera trasmettere da ogni angolo del globo, la stabilità della rete è vitale quanto la batteria. Solitamente, le emittenti televisive e i creatori di alto livello utilizzano pesanti zaini per aggregare diverse connessioni dati.

Comprimere questa tecnologia in uno spessore di pochi millimetri è fisicamente impossibile. Nothing ha aggirato l’ostacolo con una soluzione esterna elegante: un dongle USB-C proprietario con supporto USB 4.

Questo piccolo accessorio, dal costo irrisorio di circa 1,90 euro, delega il pesante lavoro di codifica e gestione del segnale a hardware esterno, mantenendo il telefono sottile ma garantendo prestazioni di trasmissione professionali.

Una corazza a prova di caos

Considerando la natura imprevedibile e spesso distruttiva delle dirette di IShowSpeed, la resistenza strutturale è diventata il pilastro del progetto.

I normali smartphone pieghevoli sono oggetti delicati, ma il team di Nothing ha dovuto ripensare i materiali da zero per creare un dispositivo resistentissimo.

Per lo schermo non pieghevole si è optato per il cristallo di zaffiro, noto per la sua estrema durezza, mentre il telaio è stato rinforzato agli angoli in TPE (elastomero termoplastico), un polimero ad alto assorbimento d’urto comunemente impiegato nelle protezioni militari.

L’ingegneria si è spinta oltre, affrontando persino il rischio di incendio. Scartate la fibra di carbonio e la fibra di vetro, la scelta definitiva per la scocca è ricaduta sul Kevlar annegato in una resina epossidica termoresistente.

Il risultato è un telefono progettato non solo per cadere, ma per sopravvivere a condizioni estreme, quasi fosse un equipaggiamento tattico prestato alla tecnologia di consumo.

L’astronomico prezzo dell’unicità

È nell’analisi economica che il progetto svela la sua natura di “sogno proibito”. Se si guarda alla pura distinta base, sommando componenti di fascia altissima come due processori Snapdragon 8 Elite, tre batterie indipendenti e complesse cerniere in titanio, il costo di produzione unitario si aggirerebbe intorno ai 1.745 euro. Una cifra alta, ma non lontana dai top di gamma attuali.

Tuttavia, il vero ostacolo è l’investimento necessario per rendere reale questa tecnologia. Nothing ha stimato che lo sviluppo della piattaforma trifold richiederebbe un budget di ricerca e sviluppo di circa 47,4 milioni di euro (50 milioni di dollari), a cui andrebbero aggiunti altri 4,7 milioni di euro per ingegnerizzare il sistema di fotocamere modulari.

Il totale supererebbe abbondantemente i 52 milioni di euro di soli costi R&D, rendendo il progetto economicamente insostenibile per la produzione di massa.

Luca Zaninello

Appassionato del mondo della telefonia da sempre, da oltre un decennio si occupa di provare con mano i prodotti e di raccontare le sue esperienze al pubblico del web. Fotografo amatoriale, ha un occhio di riguardo per i cameraphone più esagerati.

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