Per oltre un decennio, Nova Launcher si è imposto come standard della personalizzazione su Android, un vero e proprio faro per gli utenti che cercavano di modellare l’interfaccia del proprio smartphone secondo i propri desideri.
Tuttavia, la storia recente di questa iconica applicazione è stata turbolenta, segnata da acquisizioni, licenziamenti e, nel settembre 2025, dall’addio del suo fondatore e unico sviluppatore rimasto, Barry.
Quell’evento sembrava aver decretato la fine definitiva del progetto. Eppure, contro ogni previsione, Nova Launcher è tornato a far parlare di sé grazie a una nuova acquisizione, anche se la direzione intrapresa dalla nuova proprietà potrebbe far storcere il naso ai puristi della vecchia guardia.
Nova Launcher, un passaggio di testimone inatteso

Dopo il periodo di incertezza seguito all’acquisizione da parte della società di analisi Branch nel luglio 2022, che aveva portato a un progressivo rallentamento dello sviluppo e al licenziamento del team originale, il futuro dell’app sembrava segnato.
La svolta è arrivata con l’ingresso in scena di Instabridge, una compagnia svedese nota per lo sviluppo di prodotti legati alla connettività e all’accesso a internet.
Questa nuova realtà ha rilevato Nova Launcher con la promessa di salvarlo dall’oblio, ma con una filosofia gestionale radicalmente diversa rispetto al passato.
L’approccio dichiarato da Instabridge è pragmatico e orientato alla sopravvivenza del software piuttosto che alla sua reinvenzione.
L’azienda ha chiarito che l’obiettivo immediato è mantenere il launcher funzionante e compatibile con le moderne versioni di Android.
Non vi è, almeno per il momento, l’intenzione di stravolgere l’applicazione con nuove funzionalità rivoluzionarie o restyling grafici; la priorità è stata assegnata alla stabilità, alla correzione dei bug e alle prestazioni, garantendo che Nova continui a operare fluidamente sui dispositivi degli utenti.
Il prezzo della sopravvivenza: pubblicità e tracciamento
Se da un lato la notizia che l’app non verrà chiusa è rassicurante, dall’altro emergono dettagli preoccupanti riguardo al “come” verrà garantita la sua sostenibilità economica.
Instabridge ha parlato apertamente della necessità di esplorare un modello di business sostenibile, un linguaggio corporativo che spesso preannuncia cambiamenti impopolari.
Le indiscrezioni e le analisi suggeriscono che la versione gratuita di Nova Launcher potrebbe presto ospitare annunci pubblicitari, un cambiamento epocale per un’app che ha fatto della pulizia e dell’assenza di distrazioni il suo marchio di fabbrica.
Ancora più allarmante per la community attenta alla privacy è ciò che la compagnia non ha annunciato pubblicamente, ma che è stato scoperto analizzando il codice dell’applicazione. Sembra che siano stati silenziosamente integrati sistemi di tracciamento pubblicitario di Facebook e Google.
Questa mossa, scovata da attenti osservatori, conferma quasi inequivocabilmente l’arrivo imminente dell’advertising e solleva seri dubbi sulla gestione dei dati utente, segnando una netta rottura con la filosofia “user-first” che aveva contraddistinto l’era del fondatore originale.
Il destino di Nova Prime e le nuove tariffe
Per quanto riguarda gli utenti storici che hanno acquistato Nova Prime, la versione a pagamento, ci sono notizie contrastanti. Instabridge ha assicurato che le licenze esistenti verranno onorate e che la versione Prime rimarrà libera da pubblicità.
Inoltre, il prezzo della licenza è stato ridotto a 3,99 euro, una mossa probabilmente volta ad attirare nuovi acquirenti in questa fase di transizione.
Tuttavia, la società ha lasciato intendere che potrebbero essere introdotti nuovi livelli di abbonamento o fasce di prezzo più elevate in futuro, forse necessarie per sbloccare funzionalità inedite o avanzate.
Inoltre, non vi è alcuna garanzia concreta che la versione Prime attuale riceverà nuove funzionalità di rilievo. Con il focus spostato sulla manutenzione ordinaria, il rischio è che Nova Launcher diventi un prodotto “zombie”: vivo e funzionante, ma privo di quella spinta innovativa che lo rendeva unico.
Per gli utenti di lunga data, la buona notizia è che il launcher non smetterà di funzionare domani, ma il compromesso richiesto potrebbe essere l’accettazione di un ecosistema meno privato e più commercializzato, o l’eventuale passaggio a costosi piani “Ultra” per mantenere l’esperienza a cui erano abituati.








