Crediti: ChatGPT
Il 2026 si preannuncia un anno particolarmente agguerrito per quanto riguarda gli indossabili di ultima generazione. Samsung ha confermato il lancio dei suoi occhiali smart mentre le voci intorno ad una soluzione targata Apple si fanno sempre più insistenti.
Tuttavia sembra che non tutti i brand siano allineati con la stessa strategia. Secondo le ultime indiscrezioni dalla Cina, vivo avrebbe deciso di sospendere i lavori su un progetto interno dedicato agli occhiali smart basati su intelligenza artificiale, dopo diversi mesi di preparazione e ricerca.
Nonostante non sia ancora giunta una comunicazione ufficiale da parte dell’azienda, diverse voci suggeriscono che il progetto sia stato interrotto a seguito di valutazioni che hanno sollevato forti dubbi sulla direzione del prodotto e sulla sua effettiva sostenibilità commerciale a lungo termine.
Durante la fase di sviluppo, il brand cinese avrebbe esplorato diverse strade tecnologiche per i suoi occhiali, valutando sia modelli focalizzati esclusivamente sulle funzionalità audio, sia versioni dotate di display monocromatici semplificati.
Nonostante la collaborazione con vari partner per la creazione di unità dimostrative e prototipi, i vertici dell’azienda avrebbero concluso che al momento non esiste un percorso chiaro per distinguere nettamente il prodotto di vivo rispetto alla concorrenza.
La difficoltà nasce in gran parte da una catena di produzione che offre margini di manovra limitati, con sensori fotografici e chipset altamente standardizzati che rendono arduo emergere in termini di efficienza energetica, potenza o capacità di imaging. Anche i modelli dotati di display devono fare i conti con compromessi tecnici complessi, dovendo bilanciare luminosità, campo visivo, durata della batteria e gestione del calore con i costi finali di produzione.
Il mercato degli occhiali AI si trova attualmente in una fase di transizione: da un lato c’è un grande interesse visto il loro particolare formato (meno ingombrante rispetto ai visori), ma dall’altro non siamo alle prese con un fenomeno di massa.
Le attuali funzioni principali – come la traduzione istantanea, la fotografia rapida o i controlli vocali – non sono ancora percepite dagli utenti come motivi sufficientemente validi per giustificare l’uso di un dispositivo sul viso per tutto l’arco della giornata. Comunque, in questo scenario, la decisione di vivo non indica un abbandono definitivo dei dispositivi indossabili di nuova generazione, ma piuttosto di un approccio più cauto.
L’azienda sembra intenzionata a consolidare i propri sforzi nel campo della realtà mista, un’area dove ha già compiuto progressi tangibili con il visore Vision Discovery Edition.
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