Ci sono smartphone che nascono per stupire sulla scheda tecnica e altri che, più semplicemente, cercano di fare tutto bene senza promettere miracoli. Il POCO M8 Pro appartiene chiaramente alla seconda categoria, ma con un dettaglio non da poco: con un prezzo che, in offerta, scende sotto i 300 euro, riesce a portare a casa alcune caratteristiche che normalmente si vedono su fasce ben più alte. Ed è proprio da qui che voglio partire, perché questo telefono va contestualizzato, capito e giudicato per quello che è davvero, senza hype inutile ma anche senza sottovalutarlo.
Ho usato il POCO M8 Pro come smartphone principale per diverse settimane, alternandolo a dispositivi di fascia alta, e vi anticipo già una cosa: non è perfetto, ma è uno di quei telefoni che, nell’uso quotidiano, difficilmente vi farà arrabbiare. E credetemi, in questa fascia di prezzo, non è affatto scontato.
La confezione di vendita segue la tradizione del brand, con il classico giallo POCO che ormai conosciamo bene. All’interno troviamo lo smartphone, il cavo di ricarica, una cover in gomma nera ben fatta e la pellicola protettiva già applicata sul display. È una dotazione completa e concreta, che permette di iniziare a usare il telefono fin da subito senza dover acquistare accessori extra.
La cosa interessante, però, è che il POCO M8 Pro è uno di quei telefoni che si possono usare tranquillamente anche senza cover. Il retro è completamente in plastica, ma ben rifinita, con due bande laterali nere che richiamano una trama effetto carbonio. Nell’uso reale offre un grip sorprendentemente buono e un bilanciamento riuscito, senza quella sensazione di prodotto economico che spesso accompagna questa fascia.
Non prendiamoci in giro: il POCO M8 Pro non è compatto. È un vero padellone, con dimensioni importanti, ma POCO ha lavorato bene su peso e spessore. I circa 206 grammi si sentono il giusto, soprattutto considerando la batteria enorme che troviamo sotto la scocca. Il profilo piatto in plastica contribuisce a rendere il telefono stabile in mano e meno scivoloso di quanto ci si aspetterebbe.
Nell’uso quotidiano, tra social, messaggi e navigazione, non mi ha mai dato fastidio. Non è uno smartphone da usare comodamente con una mano sola, ma se siete abituati a display grandi, l’esperienza è assolutamente positiva.
Uno degli aspetti che più mi ha convinto è lo schermo. Il POCO M8 Pro monta un pannello CrystalRes AMOLED da 6,83 pollici con risoluzione 1.5K, refresh rate fino a 120 Hz e una luminosità di picco dichiarata di 3200 nit. Numeri importanti, soprattutto considerando il prezzo. Ma al di là delle specifiche, quello che conta è l’esperienza reale. Parliamo di circa 1800 nit di luminosità nell’uso quotidiano (e 3200 bit di picco), che si traducono in una visibilità eccellente anche sotto il sole diretto. È uno di quei display che non mettono mai in difficoltà.
Il pannello è fluido, reattivo e piacevole anche nelle sessioni prolungate, grazie al PWM a 3840 Hz che riduce l’affaticamento visivo. C’è il supporto a Dolby Vision e HDR10+, la compatibilità con Netflix e il sensore di impronte sotto al display. È posizionato un filo più in basso di quanto vorrei, ma è sempre affidabile.
Cornici sottili e simmetriche su tutti e quattro i lati, pannello leggermente curvo ai bordi e una vibrazione nella media completano il quadro. Non è un display da top di gamma assoluto, ma per questa fascia è davvero difficile chiedere di più.
Dopo settimane passate con top di gamma molto spinti, tornare a uno smartphone di fascia media mi aveva messo qualche dubbio. Dubbi che, nell’uso reale, sono spariti abbastanza in fretta. Sotto la scocca troviamo lo Snapdragon 7s di quarta generazione a 4 nanometri, affiancato da RAM e memorie adeguate alla fascia. Le UFS 2.2 non sono le più veloci sul mercato e chi arriva da dispositivi premium lo noterà, ma nel mondo reale il telefono fa esattamente quello che deve fare.
Qualche micro incertezza ogni tanto c’è, soprattutto aprendo la fotocamera o nelle situazioni più pesanti, ma nulla che rovini davvero l’esperienza. Usato sempre in modalità prestazioni elevate e con display a 120 Hz, il sistema resta fluido e prevedibile anche grazie al sistema di raffreddamento POCO IceLoop, introdotto per la prima volta sulla serie M. Anche sotto stress il telefono non scalda mai in modo preoccupante, e questo si traduce in prestazioni più costanti nel tempo.
La ricezione è uno degli aspetti più convincenti. Anche in zone difficili, il POCO M8 Pro si è comportato molto bene, grazie anche al tuner dedicato Xiaomi Surge T1S. Abbiamo 5G, dual SIM e, per la prima volta sulla serie M, la Xiaomi Offline Communication, una funzione pensata per le emergenze che consente chiamate vocali anche senza rete cellulare.
Mancano la eSIM e il sensore di prossimità è virtuale. In chiamata tradizionale non ci sono problemi, mentre con i vocali, soprattutto su Telegram, qualche incertezza può capitare. Di positivo c’è la registrazione nativa delle chiamate con annuncio automatico e un audio stereo potente e pulito, anche in vivavoce.
Sul retro troviamo una doppia fotocamera reale, anche se i fori sono quattro. La principale è una 50 MP con sensore Light Fusion 800, apertura f/1.6 e stabilizzazione ottica. È lei che fa il grosso del lavoro e, nel complesso, si comporta bene.
Con buona luce le foto sono dettagliate, con colori corretti e una messa a fuoco rapida. Nulla di sorprendente, ma perfettamente in linea con uno smartphone sotto i 300 euro. L’ultra-grandangolare da 8 MP è più una presenza di completezza che di qualità reale, utilizzabile solo senza troppe pretese. Il sensore svolge un compito dignitoso quando si parla di scatti panoramici o foto di gruppo, con una gestione della distorsione ai bordi più che corretta per la fascia di prezzo.
Un aspetto che ho apprezzato è il lavoro fatto da POCO sulla resa cromatica: passando dalla fotocamera principale alla grandangolare, colori e bilanciamento restano abbastanza coerenti, senza quel classico stacco evidente che spesso penalizza smartphone di questa categoria. Quando però cala la luce, emergono inevitabilmente i limiti hardware: in assenza di un’illuminazione adeguata, il livello di dettaglio scende rapidamente e il rumore digitale diventa piuttosto visibile.
La fotocamera frontale da 32 MP è più che sufficiente per selfie, social e qualche video. Sul fronte video si arriva al 4K a 30 fps con una stabilizzazione discreta e un audio più che dignitoso. Per usare il cambio camera bisogna scendere al 1080p. In sintesi, non è uno smartphone che comprate per la fotocamera, ma vi permette di portare a casa foto e video più che utilizzabili per la quotidianità.
A bordo troviamo HyperOS 2 con launcher POCO, quindi no: purtroppo niente HyperOS 3. È il classico ecosistema Xiaomi, fluido, stabile e ricco di funzioni. Nell’uso quotidiano non dà problemi, ma non mancano app preinstallate e qualche banner pubblicitario. La buona notizia è che bastano pochi minuti nelle impostazioni per disattivare tutto. Non è nulla di invasivo, ma resta uno dei compromessi da accettare per mantenere il prezzo basso.
Sono presenti tutte le funzioni Google, diverse opzioni AI legate soprattutto alla modifica delle foto, sfondi dinamici molto curati e l’interconnettività Xiaomi. L’unico vero appunto riguarda il supporto software: il telefono arriva con Android 15 e riceverà 4 anni di major update e 6 anni di aggiornamenti di sicurezza, un buon risultato ma non il migliore sul mercato.
In quanto a batteria c’è davvero poco da discutere. Sotto la scocca c’è da 6500 mAh con tecnologia silicon-carbon è uno dei punti forti assoluti di questo smartphone. Nell’uso reale si arriva senza problemi a un giorno e mezzo o due giorni pieni, con la possibilità di spingersi anche oltre in caso di utilizzo più moderato.
I consumi in standby sono minimi e la ricarica rapida a 100W porta il telefono da 0 a 100% in circa 40 minuti. È presente anche la ricarica inversa fino a 22,5W. Manca la ricarica wireless, ma a questo prezzo è un’assenza più che comprensibile.
POCO M8 Pro arriverà sul mercato a partire dall’8 gennaio alle ore 10, con disponibilità sia su Mi.com che su Amazon. Il listino ufficiale posiziona la versione con 8 GB di RAM e 256 GB di memoria interna a 349,90 euro, mentre il taglio più generoso da 12 GB di RAM e 512 GB di storage sale a 399,90 euro. In occasione del lancio, però, POCO ha previsto uno sconto immediato valido fino al 14 gennaio, che abbassa il prezzo rispettivamente a 309,99 euro per la versione 8+256 e a 359,90 euro per la 12+512.
Su Mi.com, inoltre, sono previste alcune agevolazioni extra: oltre a uno sconto diretto di 20 euro sul POCO M8 Pro, con l’acquisto si riceve anche un codice per ottenere il 50% di sconto sui caricatori rapidi da 67W, 90W e 120W. Considerando il pacchetto complessivo fatto di display, autonomia e prestazioni, soprattutto nel periodo di lancio il posizionamento di prezzo risulta decisamente più interessante rispetto al listino ufficiale, rendendo il POCO M8 Pro una proposta ancora più concreta per chi cerca tanta sostanza senza sforare troppo il budget.
Insomma, a queste cifre è uno smartphone estremamente competitivo. Lo consiglio a chi non ha esigenze fotografiche particolari, a chi non cerca un top di gamma puro ma vuole un dispositivo completo, fluido e affidabile nell’uso quotidiano. Non è invece la scelta ideale per chi viaggia molto all’estero e ha bisogno della eSIM o per chi utilizza tantissimo i vocali in capsula.
In definitiva, il POCO M8 Pro è uno smartphone concreto, che non promette miracoli ma mantiene quello che promette. E a questo prezzo, per come la vedo io, è uno dei best buy più interessanti della sua fascia.
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