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Non solo Samsung e Motorola, un altro marchio Android prepara un rivale di Apple AirTag

Sebbene aziende come Samsung abbiano già da tempo proposto le loro soluzioni e Motorola abbia recentemente rinnovato la sfida con il suo Moto Tag 2, il mercato dei dispositivi di tracciamento Bluetooth appare ancora vasto e parzialmente inesplorato.

In questo contesto di fermento tecnologico, sembra che un altro gigante dell’elettronica di consumo sia pronto a scendere in campo: Xiaomi.

Secondo recenti indiscrezioni, l’azienda cinese starebbe lavorando al proprio Xiaomi Tag, un dispositivo destinato a competere direttamente con i marchi più famosi nel settore.

Xiaomi Tag esiste, le indiscrezioni dal codice di Hyper OS

La notizia proviene da una fonte autorevole nel mondo del “leaking” tecnologico: Kacper Skrzypek. Attraverso un’analisi approfondita dei file di sistema presenti in Hyper OS, l’interfaccia proprietaria di Xiaomi, Skrzypek ha individuato riferimenti inequivocabili a un prodotto denominato “Xiaomi Tag“.

Le informazioni trapelate suggeriscono che l’azienda non si limiterà a lanciare un singolo modello, ma potrebbe presentare due varianti distinte.

La differenza sostanziale tra le due versioni risiederebbe nella tecnologia di connettività: una versione standard e una più avanzata dotata di tecnologia UWB (Ultra Wide Band).

L’inclusione dell’UWB sarebbe la ciliegina sulla torta, permettendo quella “ricerca di precisione” che guida l’utente centimetro per centimetro verso l’oggetto smarrito, funzionalità che ha decretato il successo degli AirTag.

Dal punto di vista dell’alimentazione, le stringhe di codice analizzate confermano la presenza di una batteria a bottone CR2032. Questa scelta indica chiaramente che la batteria sarà sostituibile dall’utente, garantendo una longevità del prodotto superiore rispetto alle soluzioni con batteria integrata e non rimovibile.

Funzionalità e integrazione nell’ecosistema

L’analisi del codice non si limita a svelare l’esistenza del prodotto, ma offre una finestra interessante sul suo funzionamento pratico.

L’esperienza utente sembra essere stata progettata all’insegna dell’immediatezza. Le stringhe di testo suggeriscono che il processo di accoppiamento sarà estremamente intuitivo: basterà rimuovere la linguetta isolante posta sulla batteria e avvicinare il tag allo smartphone per avviare la configurazione.

Una volta connesso, il dispositivo si integrerà profondamente con il sistema, permettendo all’utente di visualizzare la posizione dell’oggetto su una mappa digitale e di ricevere notifiche puntuali.

Particolarmente interessante è la gestione della sicurezza e delle notifiche indesiderate. Il software prevede avvisi automatici qualora lo Xiaomi Tag venga dimenticato o lasciato indietro, una funzione essenziale per chi usa questi tracker su chiavi o portafogli.

Inoltre, Xiaomi sembra aver prestato attenzione alla privacy e alla convivenza con altri utenti: è stata individuata una funzione che permette di “fidarsi” del tag.

Questo significa che se un utente viaggia con un amico o un familiare che possiede uno Xiaomi Tag, potrà segnalare al proprio dispositivo di ignorare quel tracker specifico, evitando così di ricevere i fastidiosi avvisi “anti-stalking” che segnalano la presenza di un dispositivo sconosciuto in movimento con noi.

Tracciamento a prezzo di saldo?

Al momento, le prove raccolte suggeriscono un lancio iniziale previsto per il mercato cinese, ma la comunità tecnologica internazionale guarda con speranza a una successiva distribuzione globale.

L’ingresso di Xiaomi in questo segmento potrebbe avere ripercussioni significative sull’intero ecosistema Android. L’azienda è nota per la sua capacità di offrire tecnologia di alto livello a prezzi estremamente aggressivi e competitivi.

Una diffusione capillare di questi dispositivi non beneficerebbe solo i singoli utenti Xiaomi, ma potrebbe rafforzare in modo determinante la reteTrova il mio dispositivo” di Google.

L’efficacia di questi sistemi si basa infatti sul numero di “nodi” (smartphone e tablet) in grado di rilevare il segnale dei tracker smarriti; un afflusso di milioni di nuovi dispositivi Xiaomi compatibili renderebbe la rete di ricerca Android incredibilmente più densa e precisa, colmando finalmente il divario prestazionale con la rete di Apple.

Non resta che attendere conferme ufficiali per capire quando questo prodotto sarà realtà.

Luca Zaninello

Appassionato del mondo della telefonia da sempre, da oltre un decennio si occupa di provare con mano i prodotti e di raccontare le sue esperienze al pubblico del web. Fotografo amatoriale, ha un occhio di riguardo per i cameraphone più esagerati.

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