Il panorama dei semiconduttori per smartphone del 2026 si sta delineando con una chiarezza disarmante e, contrariamente alle previsioni più conservatrici, Samsung sembra aver trovato la formula vincente per imporsi sui diretti concorrenti.
Le ultime notizie circolate in rete posizionano il nuovo Exynos 2600 come il nuovo punto di riferimento per l’elaborazione grafica, superando in ambiti cruciali la proposta di Qualcomm.
Samsung Exynos 2600 ha una GPU potentissima, Qualcomm lasciata alle spalle

L’integrazione della GPU Xclipse 960, sviluppata su una versione personalizzata dell’architettura RDNA 4 di AMD, ha permesso al chip sudcoreano di scalare la vetta della classifica Basemark Ray Tracing.
Sulla base di tali risultati trapelati, l’Exynos sarebbe più veloce del 10-15% rispetto al chip americano in termini di prestazioni RT. Si tratta di un sorpasso storico ai danni dello Snapdragon 8 Elite Gen 5, il SoC Qualcomm che finora deteneva lo scettro delle prestazioni.
Sebbene i due contendenti si trovino in una situazione di sostanziale parità sulle API Vulkan, con il chip Samsung che totalizza 27.478 punti contro i 27.875 della controparte Qualcomm montata su Redmagic 11 Pro, è nella costanza di rendimento che l’Exynos 2600 mostra i muscoli.
Le analisi aggregate di Geekbench 6 OpenCL evidenziano una variazione minima, appena il 3,4%, tra i punteggi più alti e quelli più bassi registrati dalla Xclipse 960. Questo dato suggerisce una stabilità operativa che lo Snapdragon non è ancora riuscito a garantire, promettendo sessioni di utilizzo intenso prive di cali di frame improvvisi.
Innovazione a 2 nanometri e gestione termica avanzata
Alla base di questi risultati vi è un profondo rinnovamento del processo produttivo. L’Exynos 2600 rappresenta il debutto per la tecnologia a 2 nm Gate-All-Around (GAA) di Samsung.
Questa architettura prevede che il gate avvolga completamente il canale, costituito da nanofogli impilati verticalmente su tutti e quattro i lati. Il risultato è un controllo elettrostatico superiore e una soglia di tensione operativa ridotta, fattori che si traducono in un’efficienza energetica decisamente migliore.
Samsung ha inoltre implementato soluzioni di packaging all’avanguardia. L’utilizzo del Fan-Out Wafer Level Packaging (FOWLP) ha permesso di ridurre l’area complessiva del pacchetto pur aumentando le connessioni di I/O.
Ancora più interessante è l’introduzione dell’Heat Path Block (HPB), un dissipatore in rame a contatto diretto con il processore. Questa soluzione ha migliorato la resistenza termica del 16%, mantenendo il chip mediamente più fresco del 30% rispetto alle generazioni precedenti, risolvendo così una delle criticità storiche della serie Exynos.
Una configurazione pronta per il Galaxy S26
Sul fronte della CPU, la struttura interna conferma l’intenzione di offrire tutta la potenza bruta disponibile.
Il processore si avvale di una configurazione complessa guidata da un core C1-Ultra operante a 3,90 GHz, affiancato da un cluster di tre core C1-Pro a 3,25 GHz e sei ulteriori core C1-Pro a 2,75 GHz. A completare il quadro troviamo una nuova e potente NPU oltre al supporto per le memorie LPDDR5X.
Con il debutto atteso sulla vicinissima serie Galaxy S26, l’Exynos 2600 si candida a essere il protagonista indiscusso della prossima stagione, lanciando una sfida aperta a Qualcomm.








