Archiviata ormai la commercializzazione della gamma iPhone 17, l’interesse degli osservatori di mercato si sposta inevitabilmente verso la prossima generazione di flagship Apple, attesa per l’autunno del 2026.
Mentre con alcuni dei più recenti smartphone ha consolidato le prestazioni di rete con il modem C1 e C1X, le indiscrezioni riguardanti l’iPhone 18 Pro suggeriscono che Cupertino sta preparando un salto notevole sul fronte della connettività.
Al centro delle speculazioni vi è il presunto nuovo modem proprietario C2, che promette di estendere l’accesso alla rete internet anche nelle zone più isolate del pianeta, superando i limiti delle infrastrutture terrestri.
Le informazioni più recenti provengono dal noto insider Fixed Focus Digital, attivo sulla piattaforma Weibo, che ha condiviso dettagli tecnici rilevanti sul futuro chip baseband di Apple.
Il modem C2, destinato a equipaggiare i modelli Pro e Pro Max del 2026, dovrebbe supportare lo standard NR-NTN (New Radio Non-Terrestrial Networks). Questa tecnologia rappresenta un’evoluzione sostanziale rispetto alle attuali capacità satellitari degli iPhone, oggi limitate a funzioni di sicurezza come l’SOS di emergenza o l’invio della posizione tramite “Dov’è“.
L’integrazione di questo standard suggerisce che Apple voglia trasformare la connessione satellitare da strumento di pura emergenza a canale dati funzionale. L’indiscrezione punta verso la possibilità di una connessione diretta tra telefono e satellite per l’accesso a internet, permettendo agli utenti di navigare o utilizzare servizi online anche in assenza totale di segnale cellulare o Wi-Fi.
Sulle modalità operative di questa tecnologia il dibattito resta aperto, offrendo diverse chiavi di lettura. Mark Gurman di Bloomberg, voce autorevole nel settore, aveva precedentemente ipotizzato una funzione denominata “Satellite over 5G“.
Secondo questa visione, i satelliti non servirebbero solo per una connessione diretta utente-dispositivo, ma agirebbero come dorsale (backhaul) per le reti degli operatori, estendendo la copertura 5G tradizionale in aree geografiche difficili. Tuttavia, il report proveniente dalla Cina sembra spingersi oltre, delineando uno scenario di accesso diretto alla rete.
Le ambizioni di Apple in questo settore non si fermano alla semplice connettività. Si parla insistentemente dello sviluppo di API dedicate che consentirebbero agli sviluppatori terzi di integrare queste capacità nelle proprie applicazioni.
Immaginare di poter inviare immagini ad alta risoluzione o caricare mappe dettagliate su Apple Maps mentre ci si trova in oceano aperto o in alta quota non è più fantascienza, ma una concreta possibilità. Ovviamente, tale scenario richiede un potenziamento parallelo dell’infrastruttura di Globalstar, il partner satellitare di Cupertino.
Il modem C2 rappresenta anche un punto di svolta nella lunga marcia di Apple verso l’indipendenza dai fornitori esterni come Qualcomm.
A differenza dei tentativi precedenti, come i progetti C1 e C1X, il nuovo chip promette prestazioni finalmente allineate ai leader di mercato, includendo il supporto per le frequenze 5G mmWave, finora assenti.
Per l’utente finale, che sia un esploratore di zone remote o un professionista in viaggio, questa evoluzione significa avere in tasca un dispositivo capace di garantire continuità operativa in qualsiasi circostanza, rendendo il concetto di “assenza di campo” un ricordo del passato.
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