A cosa stanno lavorando Jony Ive e OpenAI? Un leak svela tre dispositivi

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Crediti: OpenAI

Da tempo si discute della collaborazione tra il celebre ex designer di Apple, Jony Ive, e il CEO di OpenAI, Sam Altman.

I due hanno espresso in più occasioni la volontà di creare un hardware capace di trascendere il concetto stesso di iPhone e, più in generale, dei telefoni cellulari che dominano il nostro quotidiano.

Finora i dettagli scarseggiavano, ma una recente fuga di notizie ha finalmente fornito un’anteprima concreta sui piani della società, svelando le prime informazioni sui prodotti in fase di sviluppo e sui loro potenziali costi.

Secondo quanto emerso, l’azienda sta portando avanti la progettazione di tre prodotti differenti, pensati per integrarsi negli spazi domestici e personali degli utenti.

OpenAI: in arrivo un altoparlante che osserva e ascolta, una lampada e degli occhiali

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Il prodotto di cui si è discusso con maggiore insistenza negli ultimi tempi è uno smart speaker, equipaggiato con una fotocamera e un microfono integrati.

Questo hardware viene descritto come un oggetto portatile, ma pensato anche per funzionare come centro di controllo per la smart home.

Le sue capacità principali includono la formulazione di suggerimenti proattivi per l’utente e la risposta a domande complesse, osservando e comprendendo l’ambiente circostante. Il prezzo di vendita stimato dovrebbe aggirarsi tra i 200 e i 300 dollari.

Le tempistiche di lancio appaiono tuttavia contrastanti: sebbene le prime stime indicassero un debutto per l’inizio del prossimo anno, i piani a lungo termine suggeriscono che l’arrivo effettivo sugli scaffali potrebbe slittare fino al 2028.

Oltre allo speaker, i laboratori di ricerca stanno sviluppando una lampada. Le informazioni tecniche su questo specifico articolo sono ancora limitate, ma è molto probabile che fungerà anch’essa da hub per la gestione degli spazi abitativi, fondendo il design industriale di Ive con le capacità dei software conversazionali.

Il terzo tassello di questa nascente famiglia di hardware è rappresentato da un paio di occhiali smart. Con questa mossa, OpenAI fa il suo ingresso in un settore altamente competitivo, affiancandosi a colossi della tecnologia come Meta, Apple, Google e Samsung.

Se gli occhiali per la realtà aumentata rappresentano davvero il futuro dell’interazione digitale, l’azienda non intende restare indietro. Questo accessorio indossabile, inoltre, risolverebbe in modo elegante la mancanza di schermi sull’altoparlante e sulla lampada, offrendo un’interfaccia visiva all’intero ecosistema. Anche in questo caso, la commercializzazione non è attesa prima del 2028.

Si vociferava anche di un paio di auricolari e di una penna, che però non trovano spazio nelle indiscrezioni odierne.

Tra grandi aspettative e naturale scetticismo

Sebbene i vertici aziendali abbiano alimentato un forte entusiasmo attorno a queste novità, un approccio giornalistico impone una certa cautela. Attualmente, la maggior parte dei dispositivi basati sull’intelligenza artificiale promette un set di funzioni molto simile: consapevolezza dell’ambiente circostante, assistenza proattiva e interazione vocale.

La realtà dei fatti è che un normale smartphone permette già di effettuare ricerche rapide e ottenere risposte in pochi istanti semplicemente aprendo un browser.

Inoltre, i modelli generativi tendono ancora a commettere errori frequenti, persino quando elaborano richieste basilari. Lo smart speaker rischia quindi di presentarsi inizialmente come un vezzo tecnologico, piuttosto che come un vero salto in avanti essenziale.

Al contrario, gli occhiali suscitano un interesse decisamente maggiore. In un mercato complesso e affollato da numerosi produttori internazionali, sarà affascinante analizzare come questa nuova linea di accessori riuscirà a ritagliarsi il proprio spazio e a competere con la solidissima industria della telefonia mobile.