Dopo un periodo di silenzio si è tornati a parlare di Black Shark – il brand da gaming di Xiaomi – grazie al debutto di un nuovo tablet con Snapdragon. Il lancio ha innescato una serie di indiscrezioni e gli appassionati hanno iniziato a chiedersi se i tempi sono maturi per il lancio di un nuovo smartphone da gaming. C’è ancora speranza per il celebre produttore cinese, particolarmente caro ai Mi Fan di vecchia data?
Black Shark al lavoro su un nuovo smartphone da gaming: vero o falso? La risposta arriva da un insider

Purtroppo la risposta è negativa ed arriva da Digital Chat Station: il noto insider smonta qualsiasi indiscrezione circolata nei giorni scorsi sul social asiatico Weibo. Al momento non ci sono prove concrete a sostegno del ritorno di Black Shark nel settore dei Gaming Phone.
Come abbiamo anticipato in apertura, il debutto di Black Shark Gaming Tablet ha innescato varie voci, complice un comparto tecnico solido. Il terminale è stato lanciato a febbraio nei mercati Global con a bordo lo Snapdragon 8s Gen 3 e un display da 8,8″ a 144 Hz: una soluzione compatta e affidabile, che ha attirato l’attenzione specialmente per la presenza di Qualcomm.
Infatti l’azienda, dallo stop agli smartphone, ha presentato vari tablet ma tutti con Unisoc oppure MediaTek. Comunque sembra che per ora non ci siano i piani per un telefono.
Negli anni passati Black Shark era conosciuto come il brand da gaming di Xiaomi ma ormai l’azienda opera in totale indipendenza, sottolineata anche dal software (niente HyperOS, ma Android puro). La casa di Lei Jun resterebbe ancora in principale investitore anche se il rapporto è ormai cambiato rispetto agli anni d’oro.
Cosa ci riserva il futuro?

L’addio di Black Shark al mondo dei Gaming Phone è arrivato nel 2022 e in questo approfondimento abbiamo parlato dei motivi dietro questa scelta. Se dovessimo esprimere un parere personale, è molto probabile che non vedremo più telefoni col marchio del celebre squalo. Ormai il settore del mobile gaming è cambiato radicalmente e resiste solo un nome.
REDMAGIC continua per la sua strada con un certo successo, eppure oggigiorno marchi del calibro di ROG Phone sono giunti al capolinea.
I motivi sarebbero molteplici ma potremmo riassumere tutto in una doppia considerazione: il gaming su smartphone non è più esclusivo ed è cambiata la percezione dei telefoni per giocare.
In passato il Gaming Phone era un dispositivo dotato di funzionalità uniche, tasti dorsali, refresh rate elevati, sistemi di raffreddamento avanzati e un’estetica particolare e riconoscibile (spesso con linee spigolose, cover posteriori con elementi a rilievo, look futuristici e così via).
Oggi quasi tutti gli smartphone possono essere utilizzati per il gaming: ci sono vari chipset di nuova generazione ottimizzati per giocare, che si tratti di SoC di punta oppure destinati alla fascia media. La quantità di RAM/storage è aumentata e il passaggio a formati come LPDDR5 e UFS 4.0 hanno portato performance elevate anche su telefoni “modesti” – certo, sempre entro certi limiti.
Un esempio pratico: il nostro POCO F7 è costato circa 230€ nella configurazione da 12/512 GB e giochiamo senza problemi sia a titoli impegnativi (come Genshin Impact e Honkai: Star Rail) che a giochi più leggeri. Inoltre gira anche GameHub e buona parte della nostra libreria di Steam.
POCO F7 mantiene un’estetica che strizza l’occhio al gaming, con un look un po’ futuristico (fateci passare questa considerazione). Ma ormai ci sono telefoni con design classici e caratteristiche/specifiche da gaming, quindi oggettivamente il Gaming Phone è diventato ancora più un prodotto di nicchia rispetto a prima.
Tradotto: per quale motivo un produttore dovrebbe fare smartphone da gaming per una fetta di pubblico quando può realizzare un telefono “normale”, che può piacere a tutti ed offrire ottime performance per giocare?
Ecco, queste considerazioni potrebbero spiegare almeno in parte il motivo per cui il ritorno di Black Shark nel settore degli smarphone da gaming suoni alquanto improbabile – a meno di un clamoroso colpo di scena, magari puntando su smartphone dall’estetica tradizionale (una scelta per nulla in linea con lo spirito del brand).








