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Polizia fa irruzione negli uffici X (ex Twitter) di Parigi, cosa sta succedendo?

Un’operazione di vasta portata ha scosso questa mattina la filiale francese di X, la piattaforma precedentemente nota come Twitter.

Gli agenti della polizia nazionale hanno fatto irruzione negli uffici di Parigi, eseguendo perquisizioni nell’ambito di una complessa indagine penale che ipotizza gravi reati, tra cui la manipolazione algoritmica orchestrata da potenze straniere.

L’azione è solo l’ultimo punto di svolta drammatico nel braccio di ferro tra le autorità europee e il social network di proprietà di Elon Musk.

Polizia irrompe negli uffici di X, origini dell’inchiesta e accuse di ingerenza

Crediti: X

L’indagine, coordinata dal Parquet de Paris, ha radici che risalgono al gennaio 2025, ma è deflagrata pubblicamente solo con il raid odierno.

L’impulso iniziale è giunto da due esposti distinti: uno presentato da un membro del Parlamento francese e l’altro da un alto funzionario di un’istituzione pubblica rimasta anonima.

Al centro del fascicolo vi è il sospetto che la piattaforma abbia permesso, volontariamente o per negligenza, l’alterazione dei propri sistemi di elaborazione dati.

L’accusa è pesante: si ipotizza che attori statali esteri abbiano potuto manomettere l’algoritmo di X per influenzare l’opinione pubblica, configurando reati di interruzione organizzata di sistemi informatici ed estrazione fraudolenta di dati.

L’intelligenza artificiale e la deriva dei contenuti

Con il passare dei mesi, il fascicolo si è arricchito di nuovi, inquietanti dettagli, estendendosi alle funzionalità del chatbot Grok.

Gli inquirenti contestano alla tecnologia di intelligenza artificiale integrata nella piattaforma la diffusione di contenuti che negano l’Olocausto e la generazione di deepfake a sfondo sessuale, ledendo gravemente i diritti delle persone coinvolte.

La gravità delle accuse, che includono anche il possesso e la diffusione di materiale pedopornografico, ha portato le autorità francesi a trattare il caso con gli strumenti giuridici solitamente riservati alla criminalità organizzata.

Questo status ha conferito agli investigatori poteri speciali, tra cui la possibilità di effettuare intercettazioni ambientali e telefoniche nei confronti dei dirigenti dell’azienda.

Musk e i vertici nel mirino della giustizia

La pressione giudiziaria non si limita alle sole perquisizioni locali. La procura parigina ha annunciato la convocazione formale di Elon Musk e dell’ex CEO Linda Yaccarino per interrogatori volontari fissati per il 20 aprile 2026. Sarà quella l’occasione, per i vertici attuali e passati, di presentare la propria difesa prima che l’accusa formalizzi eventuali imputazioni penali.

La posizione dell’azienda, espressa in una nota diffusa lo scorso luglio, è sempre stata di netta chiusura: X ha descritto l’inchiesta come un attacco strumentale alla libertà di espressione, accusando la Francia di distorcere le leggi nazionali per servire un’agenda politica. Interpellata oggi dalla stampa specializzata, la società non ha rilasciato commenti immediati.

Un segnale inequivocabile della rottura definitiva tra le istituzioni francesi e la piattaforma è la decisione del Parquet de Paris di chiudere il proprio account ufficiale su X, invitando i cittadini a seguire gli aggiornamenti su LinkedIn o Instagram.

La mossa isola ulteriormente il social network, che si trova già sotto la lente d’ingrandimento della Commissione Europea, del Regno Unito, dell’Australia, del Canada e dell’India per le capacità di generazione di immagini illecite da parte di Grok.

Nonostante le richieste avanzate da diverse organizzazioni per i diritti digitali affinché Apple e Google rimuovano l’applicazione dai loro store, i giganti del tech non hanno ancora intrapreso azioni in tal senso.

Luca Zaninello

Appassionato del mondo della telefonia da sempre, da oltre un decennio si occupa di provare con mano i prodotti e di raccontare le sue esperienze al pubblico del web. Fotografo amatoriale, ha un occhio di riguardo per i cameraphone più esagerati.

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