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Apple è disperata: Samsung esagera raddoppiando il prezzo delle memorie e Cupertino accetta

L’azienda guidata da Tim Cook è storicamente nota per la sua spietata abilità negoziale. Quando si tratta di siglare contratti con i fornitori, la strategia di Apple consiste tipicamente nel mettere in competizione diverse aziende, offrendo la fetta più grande delle immense commissioni a chi garantisce il costo più vantaggioso.

Questa posizione di forza assoluta, tuttavia, sembra aver incontrato un ostacolo insormontabile, trasformando improvvisamente il predatore in preda.

Un recente e clamoroso retroscena industriale suggerisce infatti che l’azienda californiana abbia dovuto cedere a condizioni contrattuali impensabili fino a poco tempo fa.

Carenza di memorie: Samsung esagera ma Apple, disperata, accetta

Crediti: Samsung

L’attuale carenza globale di chip di memoria ha indebolito in modo significativo il potere contrattuale delle grandi società tecnologiche.

I produttori di componenti essenziali, pienamente consapevoli della grave scarsità dei loro prodotti a fronte di un mercato affamato, hanno iniziato a imporre aumenti vertiginosi.

Numerose multinazionali che necessitano di queste specifiche forniture si sono viste costrette ad accettare rincari pari o superiori al 100% pur di garantirsi i volumi necessari alla propria produzione.

In questo contesto di estrema urgenza, la spinta ad assicurarsi l’inventario ha prevalso su qualsiasi tattica di risparmio.

Il bluff di Samsung che si trasforma in trionfo

Secondo quanto riportato dal sito di investimenti DealSight, e successivamente ripreso da fonti specializzate come WCCFTech, la divisione Samsung Electronics DS aveva pianificato una precisa strategia commerciale riguardante le memorie LPDDR5X destinate ai futuri iPhone.

Il traguardo interno prefissato dai dirigenti sudcoreani consisteva nell’ottenere un rincaro del 60% sui componenti. Seguendo una logica negoziale piuttosto comune per avere margine di manovra, i rappresentanti di Seul hanno presentato una richiesta iniziale gonfiata, pari a un raddoppio netto del costo, aspettandosi di dover limare la cifra durante i successivi colloqui.

Con enorme sorpresa della controparte, la dirigenza di Cupertino ha immediatamente validato la primissima offerta.

Un funzionario dell’industria dei semiconduttori ha confermato come l’accordo sia stato chiuso senza alcun tentativo di ribasso da parte di Apple, a dimostrazione di quanto i marchi produttori di smartphone siano disposti a sacrificare i propri margini pur di non interrompere la catena di produzione.

Verità o chiacchiere da bar?

Resta ovviamente un margine di dubbio sulle specifiche esatte di questa indiscrezione. I dettagli di simili contratti commerciali sono solitamente protetti da accordi di strettissima riservatezza e gestiti esclusivamente dai più alti vertici aziendali, ben lontani da orecchie indiscrete.

Risulta tuttavia plausibile che qualche membro del team sudcoreano coinvolto nella trattativa, spinto dall’orgoglio per un risultato economico così eccezionale, abbia lasciato trapelare l’informazione.

Al di là della veridicità chirurgica dei numeri legati al singolo episodio, emerge una verità inconfutabile: le multinazionali della tecnologia stanno subendo aumenti di prezzo di proporzioni gigantesche e persino un impero commerciale dalle risorse inesauribili come Apple si ritrova costretto ad abbassare la testa di fronte alle attuali, rigidissime leggi della domanda e dell’offerta.

Luca Zaninello

Appassionato del mondo della telefonia da sempre, da oltre un decennio si occupa di provare con mano i prodotti e di raccontare le sue esperienze al pubblico del web. Fotografo amatoriale, ha un occhio di riguardo per i cameraphone più esagerati.

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