Recensione HONOR MagicPad 4: produttività estrema in soli 450 grammi e 4.8mm

recensione honor magic pad 4

Il mercato dei tablet ha vissuto anni di stasi, con dispositivi spesso relegati al ruolo di semplici schermi da divano o accessori secondari per lo studio. Recentemente però, abbiamo assistito a una vera inversione di tendenza: la tecnologia ha iniziato a spingere sull’acceleratore, cercando di racchiudere la potenza di un computer in corpi sempre più trasportabili ed eleganti. In questo contesto di sfida millimetrica tra i grandi player del settore, HONOR ha deciso di alzare l’asticella in modo brutale con il nuovo MagicPad 4. E no, stavolta non parliamo di un semplice restyling, ma di un pezzo di ingegneria che si presenta al pubblico con un biglietto da visita pesantissimo: è ufficialmente il tablet più sottile al mondo con i suoi 4.8mm, riuscendo nell’impresa di superare mostri sacri come l’iPad Pro e ridefinendo completamente il concetto di portabilità premium.

Il MagicPad 4 non vuole essere solo un bell’oggetto da mostrare, ma punta a diventare lo strumento definitivo per chi vive in mobilità, fondendo un design da record con una scheda tecnica che non accetta compromessi, a partire dal nuovissimo cuore pulsante Snapdragon e da un display che, vi spoilero già, vi lascerà a bocca aperta.

Recensione HONOR MagicPad 4

Design e materiali

Quando ho tirato fuori dalla confezione l’HONOR MagicPad 4, la prima cosa che ho fatto è stata guardarlo di profilo e onestamente la sensazione che ho provato, è stata, “qui hanno dimenticato qualcosa”. Sì, perchè è così sottile che sembra quasi impossibile che all’interno ci sia tutta la tecnologia di cui parleremo tra poco, ma di fatto HONOR è riuscita nell’impresa: con appena 4,8 mm di spessore, la sensazione è quella di impugnare un pezzo di vetro rigido o un quaderno molto leggero, tanto che i 5,1 mm dell’iPad Pro iniziano a sembrare quasi “abbondanti” al confronto, seppur la differenza sia minima, ma nel complesso vi assicuro che si vede e si sente.

recensione honor magic pad 4

Nonostante questa sottigliezza estrema, dettaglio che contribuisce a renderlo, di fatto, il tablet più sottile al mondo, non ho mai avuto la percezione che potesse flettersi o scricchiolare tra le mani, talmente l’assemblaggio è degno di nota. Questa solidità, che mi ha davvero sorpreso, è merito di quella che HONOR chiama “struttura a mezzaluna” e dell’utilizzo di una fibra di grado aerospaziale. In pratica, sono riusciti a rendere il corpo del tablet più rigido del 30% rispetto al passato, riuscendo contemporaneamente a far scendere l’ago della bilancia. E i numeri si sentono tutti: parliamo di circa 450 grammi, un peso che lo rende incredibilmente facile da gestire anche con una sola mano mentre si legge un documento o si naviga sui social.

recensione honor magic pad 4

HONOR lancia sul mercato europeo due varianti, una bianca e una grigia; io ho ricevuto la versione silver, e devo dire che seppur rispetto alla bianca sia più “anonima”, l’ho trovata estremamente elegante e devo dire che il feeling è molto premium, lontano da quel senso di “plastica” che a volte si trova su dispositivi così leggeri. Mi ha colpito anche l’ottimizzazione dell’ingombro totale; mi riferisco al fatto che questo è un prodotto che, volendo, si può utilizzare con tastiera e pennino un dettaglio che spesso fa lievitare il peso notevolmente e si finisce per avere nello zaino qualcosa di pesante quanto un laptop, nonostante le aspettative fossero ben diverse.

Qui invece l’intero kit si ferma a circa 852 grammi, sensibilmente più leggero di un MacBook Air da 13 pollici, tanto per citarvi un campione di leggerezza della categoria. Per il resto, ragazzi, c’è ben poco da aggiungere: un design iconico, perfetto, ed ottimizzato sotto ogni fronte. In una parola, perfezione.

Display

Se il design del MagicPad 4 mi ha colpito per la sua leggerezza, è accendendo lo schermo che ho capito di avere tra le mani un prodotto di un’altra categoria rispetto al passato. Il salto di qualità è netto: quest’anno abbandoniamo l’LCD per un pannello OLED da 12,3 pollici che, definire una goduria, è sicuramente riduttivo. Sì, perchè sin dalla primissima accensione, la prima sensazione che proverete sarà quella di un’immersività totale, merito di un rapporto schermo-corpo del 93% e di cornici ridotte all’osso, appena 4 mm, che fanno sembrare il display quasi sospeso tra le mani. A voler cercare il pelo nell’uovo, vi direi che le cornici sono leggermente asimmetriche lungo i dati più lunghi ma è davvero una finezza difficile da cogliere.

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Per il resto, l’esperienza d’uso quotidiana è di una fluidità disarmante grazie alla frequenza di aggiornamento che arriva fino a 165Hz. a prescindere dai contesti di utilizzo, che siano giochi o app di produttività, tutto si muove con una reattività che rende difficile tornare indietro a schermi standard. Anche la risoluzione di 3000 x 1920 pixel fa la sua parte, restituendo testi nitidissimi e immagini cariche di dettaglio, supportate da una profondità di 1,07 miliardi di colori che rende i contenuti HDR vibranti e realistici. Il tutto, coadiuvato dal picco di luminosità massima a 2400 nit, fa si che la visibilità sia impeccabile anche sotto la forte esposizione al sole, una caratteristica che, in realtà, non è molto comune nel panorama dei tablet.

Un aspetto che ho apprezzato particolarmente, soprattutto durante le lunghe sessioni di scrittura serali, è l’attenzione maniacale di HONOR per la salute degli occhi. Per quanto molti pensino che si tratti solamente di una strategia di vendita da parte di HONOR, vi posso garantire che non si tratta solo di marketing: il tablet integra una regolazione del PWM Dimming a ben 5280Hz e tecnologie basate sull’intelligenza artificiale, come l’AI Defocus, che simulano l’effetto di lenti defocalizzanti per ridurre l’affaticamento oculare. Mi è capitato di usarlo per ore senza avvertire quella classica pesantezza agli occhi che spesso accompagna l’uso prolungato dei tablet o degli schermi in generale.

Hardware e prestazioni

Quando ho scartato questo tablet, l’ho fatto come al solito senza “studiare” la scheda tecnica del prodotto, che invece avrei approfondito durante i giorni di prova; il mio pensiero è stato “che spettacolo, ma sicuramente lato prestazioni sarà il solito tablet di sempre”. Mai deduzione più sbagliata, visto che HONOR è riuscita a stipare una potenza che non mi sarei mai aspettato. Il cuore pulsante è lo Snapdragon 8 Gen 5, un processore a 3nm che debutta per la prima volta proprio su questo tablet. Nella mia prova con la versione da 12GB di RAM e 256GB di memoria, non ho riscontrato il minimo tentennamento, grazie anche all’espansione virtuale della memoria RAM che aggiunge fino a 12GB ulteriori. Ad ogni modo, per chi avesse esigenze più intense, HONOR distribuirà ufficialmente in Europa anche la variante con 16GB di memoria RAM e 512GB di storage, purtroppo non espandibile in alcun modo; viste le prestazioni e visto il potenziale target di utenza PRO, personalmente avrei puntato anche su una versione con 1TB, per conciliare delle esigenze più professionali.

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Tralasciando i numeri, nei giorni di utilizzo questo HONOR MagicPad 4 non ha fatto altro che confermare le primissime impressioni; a prescindere che si stia navigando tra una decina di schede aperte sul browser o montando un breve video in 4K, tutto scorre con una velocità che solitamente ritroviamo solo nei portatili di fascia alta. La CPU con i suoi 2 core Prime a 3,8GHz e 6 core Performance garantisce quella spinta necessaria anche per le operazioni più pesanti senza mai dare l’idea di essere sotto sforzo. Certo, va detto che nei benchmark e in caso di gaming più intenso, il tablet inizia un po’ a scaldare nella parte centrale, e questo è più evidente esternamente anche per via dei materiali utilizzati per la scocca.

La verità, però, è che per lo spessore estremamente ridotto, il calore è gestito in modo sorprendente grazie al sistema HONOR Ice Cooling, un’architettura a 13 strati che copre un’area enorme, oltre 80.000 mmq, mantenendo le temperature sempre sotto controllo. Sul fronte connettività, con molto piacere c’è anche il Wi-Fi 7, estremamente veloce e quasi inaudito per un tablet, oltre che il Bluetooth 6.0.

Ma la vera “chicca” che trasforma questo tablet in una piccola sala cinematografica portatile è il comparto audio. Troviamo ben otto altoparlanti HONOR Spatial Audio. La qualità sonora è spaziale, nel vero senso della parola: il suono vi avvolge completamente e, a differenza di molti altri tablet sottili dove l’audio risulta piatto o “metallico”, qui la profondità è sorprendente. È certificato IMAX Enhanced, e vi assicuro che guardare un film d’azione senza cuffie è un’esperienza che giustifica da sola l’acquisto se siete amanti del genere.

Software

Il passaggio da un semplice tablet a un’esperienza “tipo PC” di solito sembra un compromesso forzato, perchè di fatto si cerca di simulare in tutti i modi l’ambiente desktop, con dei risultati che non sono proprio il massimo. Devo dire, però, che con il nuovo MagicOS 10, basato su Android 16, HONOR ha accorciato drasticamente le distanze. Ho passato diversi giorni testando la “Modalità PC” e devo ammettere che il feeling è sorprendente: l’interfaccia si trasforma offrendo una gestione dei file degna di un desktop, una dock dedicata e finestre che puoi ridimensionare e sovrapporre proprio come faremmo su un computer portatile. Mi sono ritrovato a usare scorciatoie familiari come Ctrl+C o Alt+Tab senza quasi pensarci, il che ha reso il mio flusso di lavoro molto più fluido e naturale rispetto a quanto ricordassi sui modelli precedenti. Fondamentale è l’integrazione della tastiera, che completa l’esperienza d’uso al 100%.

Ma la vera marcia in più è l’integrazione massiccia dell’intelligenza artificiale, che qui non è solo un abbellimento estetico ma uno strumento concreto. Funzioni come “AI Memo” e l’assistente per le riunioni sono diventate subito indispensabili durante le mie giornate. Il tablet è in grado di trascrivere ciò che ascolta in tempo reale, distinguendo anche chi sta parlando magari in una video conferenza, e può generare riassunti automatici dei punti chiave trattati, risparmiandomi un sacco di tempo nel riordinare gli appunti. C’è persino una funzione di cancellazione del rumore basata sul riconoscimento vocale che isola la vostra voce dal caos di sottofondo, un dettaglio che mi ha salvato in più di un’occasione lavorando in ambienti affollati.

Un’altra novità che ho trovato estremamente utile è “HONOR Connect“. Finalmente le barriere tra i diversi ecosistemi iniziano a crollare davvero: ho potuto usare il MagicPad 4 come schermo esteso per il mio Macbook e connettermi istantaneamente per condividere file anche con iPhone e iPad. È una connettività fluida che ti permette di saltare da un dispositivo all’altro senza quei fastidiosi rallentamenti o incompatibilità del passato, rendendo l’esperienza software non solo potente, ma realmente intelligente e pronta a seguire i miei ritmi di lavoro. Naturalmente bisogna installare l’app HONOR Connect su ogni dispositivo, ma tralasciata la prima configurazione, le volte successive sarà sempre un gioco da ragazzi interfacciarsi con questo sistema.

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Ed a proposito di interfaccia, quella di questa MagicOS 10 mi è piaciuta tantissimo, segno di grande crescita e maturità da parte di HONOR che ormai si presenta con una propria identità, consolidata e forte ormai anche sul fronte tablet, dove mai mi sarei aspettato di avere tra le mani un prodotto simile a questo, completo ed efficiente.

Fotocamera

Parliamoci chiaro: nessuno compra un tablet da 12,3 pollici per scattare foto d’autore al tramonto, ma avere dei sensori affidabili per il lavoro e le videochiamate è fondamentale. Sul retro dell’HONOR MagicPad 4 troviamo un sensore da 13 MP con apertura F2.0 e autofocus. L’ho trovato decisamente onesto per quello che deve fare: scansionare documenti è un’operazione fulminea e precisa, e se vi capita di dover catturare al volo una lavagna durante una lezione, il risultato è nitido e ben leggibile.

La vera protagonista in un dispositivo di questo tipo è però la fotocamera frontale, che qui è da 9 MP con apertura F2.2. L’ho provata per qualche selfie e per qualche breve call su Zoom, e devo dire che la qualità dell’immagine si è dimostrata superiore alla media dei laptop di fascia alta, con una gestione delle luci ben bilanciata che evita quell’effetto “fantasma” anche quando la stanza non è perfettamente illuminata. È chiaro che HONOR abbia puntato tutto sulla concretezza per l’ufficio e lo studio: niente sensori macro inutili o configurazioni da urlo, ma tutto ciò che serve per essere professionali in videochiamata e produttivi nei contesti odierni digitali.

Autonomia

La domanda che mi ronzava in testa mentre usavo questo tablet era solo una: come hanno fatto a far stare una batteria da ben 10.100 mAh in un corpo sottile come questo? Certo, se guardiamo i numeri puri, i puristi delle schede tecniche mi diranno che siamo scesi rispetto ai 12.450 mAh del modello dello scorso anno, ma vorrei che non vi lasciaste ingannare dai freddi dati sulla carta. Grazie al nuovo processore Snapdragon 8 Gen 5 con architettura a 3nm, l’efficienza energetica è migliorata sensibilmente, compensando ampiamente la minor capacità fisica della cella.

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Nella mia prova, fatta di Netflix, stesura di recensioni e qualche pausa “social”, il MagicPad 4 si è dimostrato un compagno di lavoro instancabile che garantisce produttività per l’intera giornata, senza troppi sacrifici. Molto buona anche la gestione dello standby: merito probabilmente degli strumenti intelligenti integrati in MagicOS 10 che ottimizzano i consumi quando lo schermo è spento. E se proprio vi trovate a corto di energia dopo una sessione di uso estremo, il supporto alla ricarica cablata HONOR SuperCharge da 66W permette di recuperare una buona dose di autonomia in tempi decisamente rapidi, una vera manna dal cielo per chi vive sempre in movimento.

Prezzo e considerazioni

La versione da 256 GB è proposta a un prezzo consigliato al pubblico di 699,90 €, con un prezzo di lancio di 599,90 €. È inoltre disponibile un pacchetto completo (Tablet + Tastiera + Pencil) al prezzo di 649,90 €. La versione da 512 GB è proposta a un prezzo consigliato al pubblico di 799,90 €, con un prezzo di lancio di 699,90 €. Anche per questa configurazione è disponibile il pacchetto completo al prezzo di 749,90 €.

Se consideriamo che per questa somma ci portiamo a casa il tablet più sottile al mondo, il primo con processore Snapdragon 8 Gen 5 a 3nm e un display OLED da 165Hz che non ha nulla da invidiare a un monitor professionale, è difficile non restare colpiti. È un dispositivo pensato per chi non vuole più scegliere tra la portabilità estrema e una potenza che permetta di lasciare il laptop a casa, strizzando l’occhio sia ai professionisti in mobilità che agli appassionati di tecnologia più esigenti. Se considerate l’interessante offerta di lancio proposta da HONOR con il consueto bundle, allora la questione si fa ancora più succulenta.

Il confronto con l’iPad Pro sorge spontaneo, ma i risultati sono meno scontati del previsto. HONOR è riuscita nell’impresa di battere Apple sul suo terreno preferito, quello del design estremo: con i suoi 4,8 mm, il MagicPad 4 è visibilmente più sottile dei 5,1 mm del concorrente di Cupertino, pur mantenendo una solidità strutturale invidiabile. Ma la vera sorpresa è il modo in cui questo tablet “parla” con il resto del mondo, perchè se l’iPad Pro tende a dare il meglio solo se circondato da altri prodotti della mela, il MagicPad 4 rompe gli schemi grazie a HONOR Connect, trasformandosi in un compagno ideale anche per chi usa Mac, iPhone o iPad, funzionando persino come schermo esteso.

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La versione da 256 GB è proposta a un prezzo consigliato al pubblico di 699,90 €, con un prezzo di lancio di 599,90 €. È inoltre disponibile un package completo (Pad + Keyboard + Pencil) al prezzo di 649,90 €. La versione da 512 GB è proposta a un prezzo consigliato al pubblico di 799,90 €, con un prezzo di lancio di 699,90 €. Anche per questa configurazione è disponibile il package completo (Pad + Keyboard + Pencil) al prezzo di 749,90 €.

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Nicola De Cillis
Smonta e fa a pezzetti cellulari e computer da quando aveva 7 anni; ad oggi coltiva ancora attivamente questa passione per il mondo digitale e collabora con GizChina ed altri blog nazionali.
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