Apple Vision Pro è ora molto più potente, quando arriva in Italia?

Apple Vision Pro M5
Crediti: Apple

Apple ha svelato oggi una nuova versione del suo visore per lo spatial computing, il Vision Pro, ora equipaggiato con il potentissimo chip M5.

Questo aggiornamento segna un significativo passo avanti in termini di prestazioni, qualità grafica e intelligenza artificiale, promettendo un’esperienza ancora più immersiva e fluida.

Apple Vision Pro M5: tutto quello che c’è da sapere su specifiche tecniche, prezzo e uscita

Apple Vision Pro M5
Crediti: Apple

Mentre i preordini sono già aperti in mercati chiave come Stati Uniti, Francia e Germania, l’Italia resta ancora in attesa di una data ufficiale.

L’unica vera novità di questa nuova versione del Vision Pro è senza dubbio il chip M5, realizzato con tecnologia a 3 nanometri di terza generazione.

Questa architettura avanzata include una CPU a 10 core che garantisce prestazioni multi-thread superiori, traducendosi in tempi di caricamento delle app ridotti e una navigazione web più reattiva.

La vera magia, però, avviene sul fronte grafico: la nuova GPU a 10 core introduce per la prima volta il supporto al ray tracing e al mesh shading con accelerazione hardware.

Il visore è ora in grado di renderizzare il 10% di pixel in più sui suoi display micro-OLED personalizzati, offrendo un’immagine più nitida, testi più definiti e dettagli visivi superiori.

La frequenza di aggiornamento può inoltre raggiungere i 120Hz, riducendo il motion blur e rendendo l’interazione con il Mac Virtual Display ancora più fluida.

L’M5 lavora in tandem con il chip R1, che continua a elaborare in tempo reale i dati provenienti da 12 videocamere, cinque sensori e sei microfoni per garantire una visione del mondo circostante priva di latenza. Anche l’autonomia ne beneficia, con la batteria ad alte prestazioni che ora offre fino a due ore e mezza di uso generico e tre ore di riproduzione video.

L’intelligenza artificiale è un altro pilastro di questo upgrade. Il Neural Engine a 16 core è fino al 50% più veloce nelle attività di sistema, come la creazione di una Persona o la trasformazione di foto 2D in scene spaziali, e fino a 2 volte più rapido nelle app di terze parti.

Consapevole dell’importanza dell’ergonomia, Apple introduce il nuovo Dual Knit Band. Realizzato con una tecnica di tessitura 3D, questo accessorio a doppia fascia è progettato per offrire maggiore ammortizzazione, traspirabilità ed elasticità. La fascia inferiore integra inserti in tungsteno che fungono da contrappeso, migliorando il bilanciamento e la stabilità del visore.

Il software, visionOS 26, sblocca nuove esperienze spaziali. I widget possono ora essere posizionati liberamente nello spazio dell’utente, rimanendo visibili ogni volta che si indossa il visore.

Gli avatar digitali sono stati migliorati per apparire ancora più naturali durante le chiamate FaceTime, mentre le Scene Spaziali utilizzano l’IA generativa per aggiungere profondità realistica alle fotografie.

Arriva anche il supporto per la riproduzione di video a 180 e 360 gradi girati con action camera di marchi come Canon, Insta360 e GoPro, permettendo di rivivere le proprie avventure in modo totalmente immersivo.

Anche il gaming compie un salto di qualità. Oltre al supporto per i controller più diffusi, come il Sony DualSense, il nuovo Vision Pro è ora compatibile con il controller PlayStation VR2 Sense, abilitando una nuova classe di giochi immersivi che sfruttano il tracciamento del movimento a sei gradi di libertà e il feedback aptico.

Prezzo e disponibilità

Il nuovo Apple Vision Pro con chip M5 e Dual Knit Band mantiene il prezzo di partenza della generazione precedente, fissato a 3.499 dollari negli Stati Uniti, con opzioni di archiviazione da 256GB, 512GB e 1TB.

I preordini sono stati aperti oggi in Australia, Canada, Francia, Germania, Hong Kong, Giappone, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Stati Uniti, con disponibilità effettiva negli Apple Store a partire da mercoledì 22 ottobre.

Purtroppo, l’Italia non è inclusa nemmeno in questa ondata di lancio. Gli appassionati italiani dovranno quindi armarsi di pazienza, in attesa di poter mettere le mani sulla nuova frontiera dello spatial computing, o ricorrere all’importazione dall’estero.