Le tue informazioni sul dark web? Ora sono affari tuoi, Google ritira lo strumento di monitoraggio

Malware Android

Dopo aver reso gratuito il servizio solo a metà 2024, Big G annuncia la chiusura definitiva della funzionalità. La motivazione? Sapere di essere stati hackerati non basta se non ci sono soluzioni concrete.

Addio al report del dark web di Google: “non forniva passaggi successivi utili”

hacker
Crediti: Canva

Il colosso di Mountain View ha deciso di fare marcia indietro su una delle sue funzionalità di sicurezza più discusse. Google ha annunciato ufficialmente la dismissione del suo “Dark Web Report”, lo strumento progettato per scansionare gli angoli più remoti e pericolosi di Internet alla ricerca di dati personali degli utenti.

Nato inizialmente come funzionalità esclusiva per gli abbonati a Google One e successivamente reso disponibile a tutti gli account Google solo a metà 2024, il servizio avvisava gli utenti qualora il loro nome, indirizzo email o numero di telefono fossero comparsi in database trapelati a seguito di violazioni dei dati (data breach).

Tuttavia, nonostante l’utilità apparente di tale monitoraggio, l’azienda ha stabilito che lo strumento non è abbastanza efficace nel fornire soluzioni pratiche.

Informazioni generali, ma poche soluzioni

La decisione di chiudere il servizio non deriva da problemi tecnici, ma da una valutazione sull’utilità effettiva percepita dall’utente finale.

In una comunicazione inviata agli utenti, Google ha spiegato con notevole trasparenza che, sebbene il report offrisse “informazioni generali“, i feedback raccolti hanno dimostrato che lo strumento “non forniva passaggi successivi utili“.

In sostanza, sapere che i propri dati sono finiti nel dark web è certamente allarmante, ma senza una chiara indicazione su come rimediare (oltre al cambio password), l’informazione rischia di generare ansia senza offrire strumenti di risoluzione. Spesso, infatti, quando i dati arrivano sul dark web, sono già fuori dal controllo dell’utente e non c’è modo di “rimuoverli” dalla fonte.

Google ha delineato una roadmap precisa per la chiusura del servizio, che avverrà in due fasi distinte all’inizio del 2026:

  • 15 gennaio 2026: A partire da questa data, Google smetterà di scansionare il dark web alla ricerca di nuove violazioni. Il monitoraggio attivo cesserà.
  • 16 febbraio 2026: Questa è la data definitiva di chiusura. Lo strumento non sarà più accessibile e tutti i dati correlati ai report degli utenti verranno eliminati definitivamente dai server di Google.

Cosa devono fare gli utenti?

Per la maggior parte degli utenti, non è richiesta alcuna azione immediata. Il servizio smetterà semplicemente di aggiornarsi e i dati verranno cancellati automaticamente alla scadenza di febbraio.

Tuttavia, per chi desidera agire d’anticipo e non vuole attendere la cancellazione automatica, è possibile eliminare il proprio profilo di monitoraggio immediatamente accedendo alla sezione “Risultati con le tue informazioni” nella pagina ufficiale dello strumento.

Google suggerisce inoltre agli utenti europei di prestare attenzione ai propri diritti digitali, ricordando che è sempre possibile eliminare l’intero account Google, sebbene questa sia una misura drastica che comporta la perdita di accesso a servizi essenziali come Gmail, Drive e Foto.

Il futuro della sicurezza secondo Google

La chiusura del report sul dark web non significa che Google stia abbandonando il campo della sicurezza informatica. Al contrario, l’azienda ha dichiarato di voler concentrare le proprie risorse su strumenti che offrano “passaggi più chiari e pratici“.

L’obiettivo si sposta dalla semplice notifica passiva all’azione proattiva. Google continuerà a investire su tecnologie come le Passkey, la verifica in due passaggi e il Gestore delle password integrato.

Inoltre, l’azienda sta spingendo sull’utilizzo dello strumento “Risultati che ti riguardano“, una funzione che permette agli utenti non solo di monitorare, ma di richiedere attivamente la rimozione delle proprie informazioni personali (come numero di telefono o indirizzo di casa) dai risultati della Ricerca Google.