Exynos 2600 sarà eccezionale per il gaming, RDNA4 di AMD ottimizzata per gli smartphone

Samsung Exynos 2600
Crediti: Samsung

Il 2026 segnerà un momento cruciale per la divisione semiconduttori di Samsung, pronta a lanciare sul mercato l’Exynos 2600 con l’obiettivo di dimostrare che i suoi chip top di gamma sono molto più che competitivi.

Questo nuovo processore di punta si distingue per una serie di primati tecnologici assoluti: sarà infatti il primo chip per smartphone al mondo a essere realizzato con un avanzato processo produttivo a 2 nanometri. L’azienda sudcoreana ha anche deciso di non includere un modem cellulare integrato, liberando spazio prezioso sul silicio per concentrarsi sulla pura potenza di calcolo.

Il vero punto di forza risiede però nel comparto grafico, dove l’Exynos 2600 introdurrà per la prima volta una GPU basata sulla moderna architettura RDNA4 di AMD.

Samsung Exynos 2600: GPU con architettura MGFX4 derivata da RDNA4

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Secondo un report diffuso dalla testata sudcoreana The Elec, il cuore pulsante delle capacità grafiche dell’Exynos 2600 sarà la nuova GPU Xclipse 960. Questa unità grafica si basa sull’architettura MGFX4, che rappresenta un adattamento mobile della tecnologia RDNA4 di AMD, originariamente concepita per schede video di classe desktop.

La sigla MGFX identifica la versione ridotta e ottimizzata della proprietà intellettuale (IP) di AMD, modificata specificamente da Samsung per adattarsi ai vincoli termici ed energetici estremamente stringenti degli smartphone moderni.

Le specifiche tecniche trapelate dipingono il quadro di un mostro di potenza in miniatura. La GPU Xclipse 960 dovrebbe integrare un totale di 8 Workgroup Processors (WGP), che corrispondono a 16 Compute Units (CU), dato che ogni blocco computazionale ufficiale di AMD contiene due CU.

Un dettaglio interessante riguarda la frequenza di clock: la nuova GPU opererà a 980 MHz. Sebbene questo valore possa sembrare inferiore rispetto ai 999 MHz della Xclipse 950 presente nel precedente Exynos 2500, la pura velocità di clock racconta solo una parte della storia.

Prestazioni raddoppiate e Ray Tracing avanzato

Grazie all’efficienza superiore dell’architettura RDNA4 e all’aumento delle unità di calcolo, Samsung promette prestazioni complessive doppie rispetto alla generazione precedente.

L’ottimizzazione dell’architettura MGFX4 ha permesso agli ingegneri di Samsung di ottenere un incremento prestazionale notevole senza dover spingere le frequenze a livelli insostenibili per la batteria.

Oltre al raddoppio delle prestazioni generali rispetto all’Exynos 2500, il nuovo chip vanta un miglioramento del 50% nelle capacità di ray-tracing. Questa tecnologia, fondamentale per la resa realistica di luci e ombre nei videogiochi, sta diventando sempre più centrale nell’esperienza mobile, e l’Exynos 2600 sembra posizionarsi come il candidato ideale per portare il gaming su smartphone a un livello visivo paragonabile alle console.

La collaborazione tra Samsung e AMD, iniziata nel 2019, ha visto una progressiva evoluzione. Dall’Exynos 2200, che utilizzava l’architettura MGFX2 basata su RDNA2, fino agli Exynos 2400 e 2500 basati su MGFX3, le due aziende hanno affinato costantemente la loro sinergia.

Tuttavia, con l’Exynos 2600 si assiste a un cambiamento significativo nel processo di sviluppo: sebbene l’architettura di base sia l’RDNA4 di AMD, lo sviluppo effettivo e l’implementazione sono stati condotti internamente da Samsung. Questo passaggio segnala la volontà dell’azienda di acquisire sempre maggiore autonomia nella progettazione dei propri semiconduttori.

Verso l’indipendenza tecnologica e la sfida ai competitor

Questa strategia di internalizzazione dello sviluppo sembra essere il preludio a un futuro ancora più ambizioso. Le voci di corridoio suggeriscono infatti che il successore di questo chip, l’Exynos 2800, potrebbe essere il primo processore a utilizzare un’architettura GPU interamente proprietaria di Samsung, segnando potenzialmente la fine della dipendenza diretta dalle IP di AMD.

Nel frattempo, l’Exynos 2600 dovrà dimostrare il suo valore sul campo. Le promesse sulla carta sono entusiasmanti, ma la vera prova sarà il confronto diretto con i giganti del settore come Apple, Qualcomm e MediaTek.

Resta da vedere come l’assenza del modem integrato influenzerà l’efficienza complessiva del sistema e se il processo produttivo a 2nm sarà sufficiente a garantire temperature d’esercizio ottimali durante le sessioni di gioco prolungate. Se i dati preliminari dovessero essere confermati dai test, il chip potrebbe non solo riscattare la linea Exynos, ma stabilire un nuovo standard per il mobile gaming nel 2026.