In Marocco per scoprire i segreti di Honor Magic 8 Pro: è iniziata l’era della fotografia generativa e adattiva

Honor Magic8 Pro

L’industria degli smartphone ha attraversato diverse epoche in termini di sviluppo tecnologico. Dalla corsa ai megapixel dei primi anni 2010, siamo passati all’era della fotografia computazionale introdotta dai Google Pixel, fino a giungere al periodo delle grandi collaborazioni che ha visto brand come Leica, Zeiss e Hasselblad dominare il marketing dei dispositivi flagship.

Con il lancio di Honor Magic 8 Pro, assistiamo all’alba di una quarta era: quella della fotografia generativa e adattiva, svincolata da firme colorimetriche preimposte e potenziata da hardware ottico che sfida i limiti fisici dei formati mobili.

Oltre ad aver provato lo smartphone per un lasso di tempo estensivo, siamo stati ospiti di Honor per un’avventura in Marocco che ci ha permesso di esplorare nel dettaglio le capacità di questo nuovo camera phone.

L’esperienza in Marocco

Dalle vibranti tonalità ocra che dipingono i vicoli di Marrakech fino alle aspre distese rocciose del deserto di Agafay, il nostro itinerario si è rivelato un banco di prova naturale e spietato per il comparto fotografico.

L’immersione iniziale nel caos della Medina e nei suoi souk labirintici ha offerto lo scenario ideale per testare la reattività della messa a fuoco e la gestione dell’esposizione in contesti di luce mista, permettendoci di catturare la texture delle spezie e l’architettura locale con una fedeltà di colori sorprendente.

Il viaggio è proseguito verso l’Agafay, dove le condizioni sono diventate più estreme. Tra la polvere sollevata dai quad e le silhouette dei cammelli, abbiamo messo sotto stress la stabilizzazione ottica e la gamma dinamica del sensore principale, sfidando spesso il controluce diretto.

La notte nel campo tendato, complice un workshop di astronomia, è stata poi il teatro perfetto per saggiare le capacità del “Nox Engine“: nel buio quasi totale del deserto, lo smartphone ha dovuto estrarre luce e dettagli, dimostrando la reale efficacia della fotografia computazionale in notturna.

Il gran finale si è svolto ad alta quota, con un volo in mongolfiera alle prime luci dell’alba. Sospesi sopra il paesaggio marocchino, abbiamo sfruttato la prospettiva privilegiata per spingere al limite il teleobiettivo periscopico da 200 MP.

Tra i colori tenui del mattino e la vastità dell’Atlante all’orizzonte, lo zoom ibrido ha mostrato i muscoli, garantendo scatti memorabili sia nei dettagli lontani che nelle panoramiche grandangolari, prima di chiudere l’esperienza con un ultimo test adrenalinico tra zip line e ponti tibetani alle Terres Damanar.

La dotazione hardware

Honor Magic8 Pro

Sensori e lenti, la base necessaria al successo

L’hardware ottico del Honor Magic 8 Pro rappresenta una convergenza di tecnologie mature e innovazione.

Fotocamera principale

Il sensore principale è l’Omnivision OV50H, una scelta che segna un distacco dai sensori Sony IMX989 o LYT-900 da 1 pollice visti su alcuni camera phone del passato, ma che offre vantaggi specifici in termini di velocità e gestione della gamma dinamica.

  • Risoluzione: 50 MP
  • Formato ottico: 1/1,3 pollici
  • Dimensione pixel: 1,2 µm nativi. In modalità binning (4-in-1), produce pixel equivalenti da 2,4 µm a 12,5 MP

L’OV50H implementa la tecnologia Dual Conversion Gain (DCG) a livello hardware. Questo permette al sensore di leggere la scena con due diversi livelli di amplificazione simultaneamente: uno basso per preservare i dettagli nelle alte luci e uno alto per estrarre informazioni dalle ombre.

I due flussi vengono fusi per creare un’immagine HDR a scatto singolo, riducendo teoricamente gli artefatti di movimento (ghosting) tipici dell’HDR multi-esposizione sequenziale.

Il sistema di messa a fuoco utilizza la tecnologia H/V QPD (Quad Phase Detection). A differenza del Dual Pixel, che divide il pixel solo orizzontalmente o verticalmente, il QPD divide ogni microlente su quattro fotodiodi, permettendo il rilevamento di fase sia orizzontale che verticale. Questo garantisce una messa a fuoco istantanea anche su soggetti con texture orizzontali dominanti, dove i sistemi PDAF tradizionali spesso falliscono.

L’obiettivo da 23 mm abbinato a questo sensore ha un’apertura di f/1.6. È interessante notare che Honor ha rimosso il meccanismo di apertura variabile presente nel Magic 6 Pro e 7 Pro (che oscillava tra f/1.4 e f/2.0).

La rimozione dell’apertura variabile semplifica il modulo meccanico, eliminando parti mobili soggette a usura e riducendo lo spessore complessivo del gruppo ottico. L’apertura fissa a f/1.6 è estremamente luminosa, garantendo un eccellente ingresso di luce per la fotografia notturna.

Sebbene si perda la capacità di gestire fisicamente la profondità di campo per avere tutto a fuoco in macro, l’ampio sensore crea un bokeh naturale piacevole.

Honor Magic 8 Pro monta sulla sua fotocamera principale una struttura a lenti 8P (otto elementi in plastica). L’aumento del numero di elementi permette una correzione superiore delle aberrazioni sferiche e cromatiche, essenziale per mantenere la nitidezza ai bordi di un sensore di queste dimensioni con un’apertura così ampia.

Teleobiettivo

Il vero elemento differenziante del Magic 8 Pro è il teleobiettivo periscopico, basato sul sensore Samsung ISOCELL HP9.

  • Risoluzione: 200 MP
  • Formato ottico: 1/1,4 pollici
  • Dimensione pixel: 0,56 µm nativi. In modalità binning (16-in-1, Tetra pixel), produce pixel equivalenti da 2,24 µm a 12 MP

Questa è una dimensione gigantesca per un sensore zoom, superiore persino ai sensori principali di molti altri smartphone. Un sensore più grande cattura più luce e offre una separazione dei piani (sfocato) naturale superiore.

La lunghezza focale pari a 85mm equivalenti, corrisponde a uno zoom ottico 3,7x rispetto alla principale. Grazie ai 200 MP, il sensore può effettuare un crop centrale lossless per offrire zoom ibridi di alta qualità a 7,4x o 10x, mantenendo una risoluzione reale elevata senza l’uso eccessivo di upscaling digitale.

Ha delle lenti f/2.6 e, per un periscopio, questa è un’apertura estremamente ampia. Le specifiche confermano una costruzione ibrida dell’obiettivo, con elementi 1G+5P (1 in vetro, 5 in plastica). L’elemento in vetro è fondamentale per la trasmissione della luce e la stabilità termica, mentre gli elementi asferici in plastica correggono le distorsioni.

Nel contesto di sensori ad altissima risoluzione e lunghe focali, la stabilità è tutto. Honor ha introdotto con il Magic 8 Pro una nuova metrica di riferimento, vantando la certificazione CIPA 5.5.

Lo standard CIPA (Camera & Imaging Products Association) misura la capacità di stabilizzazione in “stop” di esposizione su assi predefiniti (pitch e yaw).

Un punteggio di 5.5 indica che il sistema di stabilizzazione può compensare vibrazioni tali da permettere tempi di esposizione fino a 5.5 stop più lenti rispetto alla soglia di sicurezza senza mosso. Facendo un esempio pratico, se la regola empirica suggerisce di scattare a 1/100s con un 85mm, con 5.5 stop di stabilizzazione sarebbe teoricamente possibile scattare nitidamente a circa 0,5 secondi a mano libera.

Applicare un OIS così potente su un sensore da 1/1,4″ è una sfida ingegneristica enorme. La massa del gruppo ottico e del sensore è significativamente maggiore rispetto ai moduli teleobiettivo tradizionali.

Honor utilizza probabilmente la tecnologia Ball-Guided Actuator (attuatori guidati a sfera) invece delle classiche molle a sospensione, per muovere il prisma o il gruppo lenti con maggiore forza e precisione. Indipendentemente dal sistema scelto, permette di mantenere l’inquadratura stabile anche a zoom digitale elevato, permettendo la fusione multi-frame notturna anche in contesti meno stabili come sui veicoli in movimento.

Fotocamera grandangolare

La fotocamera ultrawide adotta un sensore Omnivision OV50D che ormai conosciamo molto bene.

  • Risoluzione: 50 MP
  • Formato ottico: 1/2,88 pollici
  • Dimensione pixel: 0,61 µm nativi. In modalità binning (4-in-1), produce pixel equivalenti da 1,22 µm a 12,5 MP

L’apertura f/2.0 riesce a compensare abbastanza bene l’età di questo sensore permettendo a tanta luce di raggiungerlo, mentre il campo visivo di 122° (12 mm equivalenti) permette di catturare scene ampie e paesaggi mozzafiato.

Il sistema di autofocus permette la messa a fuoco ravvicinata fino a 2,5 cm, trasformando questa lente in un obiettivo macro ad alta risoluzione.

Fotocamera frontale e ToF 3D

Il foro nel display a forma di pillola ospita sia la fotocamera frontale, con un sensore che potrebbe essere un Sony IMX816 o un Sony LYT-500, ma anche un sistema di riconoscimento del viso 3D.

  • Risoluzione: 50 MP
  • Formato ottico: 1/2,93 pollici
  • Dimensione pixel: 0,6 µm nativi. In modalità binning (4-in-1), produce pixel equivalenti da 1,2 µm a 12,5 MP

L’ottica con apertura f/2.0 ha una lunghezza focale nativa pari a 21 mm, perfetta per selfie di gruppo, che il software poi ritaglia per proporre un’inquadratura più naturale per gli autoritratti standard.

A differenza del predecessore, questo modulo è a fuoco fisso. Sebbene la profondità di campo di un sensore così piccolo sia ampia, la mancanza dell’autofocus è un piccolo passo indietro che potrebbe limitare la creatività.

Accanto alla fotocamera vi è un sensore Time-of-Flight per la mappatura 3D del volto, garantendo uno sblocco biometrico sicuro, immediato e assistendo nella separazione soggetto-sfondo per i ritratti.

ISP e NPU, una parte ormai fondamentale

La fotografia moderna è, in essenza, un problema di elaborazione dati ad alta velocità. La capacità di un dispositivo di acquisire, demosaicizzare, ridurre il rumore e comprimere flussi di dati massivi in tempo reale determina la qualità finale dell’immagine tanto quanto l’ottica stessa.

Al centro dell’architettura dell’Honor Magic 8 Pro risiede il Qualcomm Snapdragon 8 Elite Gen 5 (SM8850-AC), un SoC realizzato con processo litografico a 3 nm di seconda generazione.

Questo chipset porta con sé non solo più potenza bruta, ma anche un cambiamento fondamentale nella topologia del processore d’immagine. Per l’imaging, la componente critica è infatti l’interconnessione tra la CPU, GPU e, soprattutto, la NPU Hexagon.

Honor Magic8 Pro

La sfida principale nella gestione di sensori ad alta risoluzione, come il modulo da 200 MP presente sul Magic 8 Pro, è la larghezza di banda. Trasferire 200 milioni di pixel dal sensore alla memoria, elaborarli e salvarli richiede un throughput di dati nell’ordine dei gigabyte al secondo. Lo Snapdragon 8 Elite Gen 5 introduce un’architettura di memoria unificata e bus di sistema più ampi per prevenire colli di bottiglia.

A differenza dei tradizionali Image Signal Processors, che applicano filtri matematici fissi (hard-coded), il Qualcomm Spectra AI ISP dello Snapdragon 8 Elite Gen 5 è profondamente integrato con la NPU, permettendo l’esecuzione di reti neurali direttamente nel flusso di elaborazione dell’immagine.

Il Magic 8 Pro sfrutta la pipeline a 20-bit dell’ISP Spectra. Per contestualizzare, la maggior parte dei flagship precedenti operava su pipeline a 14 o 18 bit. Il passaggio a 20 bit rappresenta un aumento esponenziale della precisione matematica con cui vengono calcolati i valori di luminanza e crominanza.

In termini pratici, una pipeline a 20-bit offre una gamma dinamica teorica che supera ampiamente le capacità di cattura dei sensori attuali, garantendo che non vi sia perdita di informazioni (clipping) durante l’elaborazione interna dei dati RAW prima della compressione in JPEG o HEIF. Questo è cruciale per preservare i dettagli nelle ombre profonde e nelle alte luci speculari, specialmente in scenari ad alto contrasto.

Una delle innovazioni più significative abilitate da questo ISP è la Segmentazione Semantica Illimitata (Limitless Semantic Segmentation) fino alla risoluzione 4K.

Nei sistemi precedenti, l’ISP poteva identificare e separare un numero limitato di “classi” o oggetti in una scena (per esempio cielo, pelle, erba) per applicare elaborazioni differenziate. Il nuovo Spectra AI rimuove questi limiti pratici. Il Magic 8 Pro può analizzare il frame video o fotografico e separarlo in centinaia di livelli distinti in tempo reale.

Ciò significa che il processore può applicare una riduzione del rumore aggressiva al cielo notturno per eliminare la grana, mantenendo intatta la texture fine dei mattoni di un edificio illuminato nello stesso scatto, e contemporaneamente ottimizzare il tono della pelle di un soggetto in primo piano. Tutto questo avviene a livello di singolo frame, prima ancora che l’immagine venga salvata.

L’efficienza energetica migliorata è anch’essa parte fondamentale per la fotografia computazionale. Algoritmi complessi come la riduzione del rumore multi-frame o la fusione HDR richiedono che il processore operi a frequenze elevate per brevi impulsi; una migliore efficienza termica garantisce che l’ISP non vada in throttling termico durante sessioni di scatto intense o registrazione video 4K prolungata.

Passi avanti decisivi sull’elaborazione dell’immagine

Honor Magic8 Pro

L’ottica fisica, pur rimanendo fondamentale, ha ceduto il passo al software come principale discriminante della qualità dell’immagine, Honor Magic8 Pro incarna il culmine di questa transizione verso la “fotografia software-defined“.

In questo dispositivo, il carico di lavoro per la creazione dell’immagine viene trasferito quasi interamente dall’hardware ai motori di inferenza neurale e alle pipeline di elaborazione cloud.

Honor ha costruito un’architettura di fotografia computazionale ibrida, che integra l’elaborazione on-device per una risposta immediata dell’otturatore con Large Models (LM) basati su cloud per la ricostruzione dei dettagli in scenari complessi.

Architettura software AiMAGE

Al centro delle capacità di imaging di Honor Magic8 Pro risiede l’architettura AiMAGE, un framework software proprietario progettato per gestire il flusso di dati visivi dal sensore alla galleria.

A differenza delle pipeline tradizionali dei processori di segnale immagine (ISP) che applicano una serie lineare di correzioni (demosaicizzazione, riduzione del rumore, nitidezza), l’architettura AiMAGE opera come un sistema non lineare e semanticamente consapevole.

Honor Magic8 Pro

La divergenza più significativa è l’implementazione di un’architettura collaborativa dispositivo-cloud. La fotografia tradizionale su smartphone si affida quasi esclusivamente all’elaborazione locale per garantire privacy e velocità. Tuttavia, Honor ha biforcato la sua pipeline di elaborazione per superare i vincoli termici ed energetici dei SoC mobili, creando un sistema che scala dinamicamente in base alla complessità della scena.

Elaborazione Locale (Fast Path)

Per le catture standard, la modalità ritratto e il video, il dispositivo utilizza un modello IA sul dispositivo. Questo modello locale utilizza circa 1,3 miliardi di parametri. Questo permette un’inferenza in tempo reale, critica per la riduzione del ritardo dell’otturatore (shutter lag) e per fornire un feedback immediato nel viewfinder. Il motore locale gestisce il bracketing dell’esposizione, il tracciamento dell’autofocus e la segmentazione base della scena.

La priorità del modello locale è l’efficienza. Deve operare entro finestre temporali di millisecondi per garantire che l’esperienza utente rimanga fluida. Utilizza tecniche di quantizzazione per ridurre la precisione dei pesi neurali (spesso a INT8 o FP16) senza sacrificare percettibilmente la qualità dell’immagine per i compiti di routine.

Elaborazione Cloud (Quality Path)

Per compiti ad alta richiesta computazionale, specificamente lo zoom estremo e la ricostruzione complessa in condizioni di scarsa illuminazione, il sistema scarica i dati su un Telephoto Enhancement Large Model basato su cloud. Questo modello è vastamente più grande, vantando 12,4 miliardi di parametri.

Ciò consente al sistema di accedere a un database molto più profondo di pattern di texture per ricostruire dettagli che il sensore fisico potrebbe non aver risolto completamente.

Sfruttando le risorse di calcolo cloud, Magic8 Pro può applicare algoritmi di denoising e upscaling che altrimenti causerebbero il surriscaldamento dello smartphone o scaricherebbero la batteria se eseguiti localmente.

Il compromesso è una dipendenza dalla connettività di rete per la massima qualità in modalità specifiche, introducendo una latenza variabile che il software deve mascherare attraverso code di elaborazione in background

I quattro pilastri di AiMAGE

Il marchio AiMAGE racchiude in sé una suite di quattro motori computazionali distinti che si interbloccano durante il processo di creazione dell’immagine:

  • Nox Engine: Una pipeline dedicata alla ricostruzione in bassa luce
  • Portrait Engine: Uno strumento di segmentazione semantica per la mappatura della profondità e la preservazione della texture della pelle
  • Stabilization Engine: Un protocollo di handshake software-hardware per la stabilità classificata CIPA 5.5
  • Color Engine (Magic Color): Un sistema generativo di trasferimento di stile

Questa modularità consente ad Honor di aggiornare componenti specifici del software senza dover riscrivere l’intera pipeline di imaging, permettendo un’evoluzione continua delle capacità fotografiche tramite aggiornamenti OTA.

Il segreto per scatti notturni fenomenali

La fotografia notturna è stata storicamente limitata dal rumore e dalla gamma dinamica del sensore. Honor Magic 8 Pro affronta questo problema attraverso il Nox Engine (conosciuto come “Night God” engine nei mercati asiatici), che altera fondamentalmente il modo in cui la fotocamera interpreta l’oscurità.

Il Nox Engine interviene precocemente nella pipeline, operando nel dominio RAW o Bayer prima che l’immagine venga convertita in formati YUV o JPEG. L’elaborazione nel dominio RAW è cruciale perché permette all’algoritmo di distinguere tra segnale e rumore con maggiore accuratezza, poiché i dati non sono ancora stati compressi, demosaicizzati o gradati cromaticamente.

Il motore cattura una raffica di immagini a livelli di esposizione variabili. A differenza dell’HDR standard, il Nox Engine prioritizza il ripristino della texture rispetto al semplice schiarimento. L’IA analizza poi la scena per identificare materiali specifici (es. cielo, asfalto, pelle). Applica una riduzione del rumore aggressiva alle aree piatte (cielo) preservando il rumore ad alta frequenza (grana) nelle aree testurizzate (asfalto) per prevenire l’effetto “acquerello” comune nelle modalità notturne concorrenti.

Il motore AiMAGE è capace di 80 milioni di inferenze al secondo. Questa capacità ad alto throughput permette al Nox Engine di mappare curve tonali dinamicamente attraverso il fotogramma, schiarendo le ombre senza bruciare le fonti di luce artificiale (come lampioni o insegne al neon).

In condizioni di scarsa illuminazione, il rapporto segnale-rumore (SNR) è intrinsecamente basso. Il Nox Engine utilizza reti neurali convoluzionali (CNN) addestrate su coppie di immagini (una rumorosa a ISO alto, una pulita a ISO basso) per “imparare” a sottrarre il rumore.

A differenza dei metodi tradizionali che mediano i pixel vicini (causando una perdita di nitidezza), il Nox Engine sostituisce le zone rumorose con texture pulite predette dal suo modello addestrato.

Anche Honor Magic 8 Pro è un “concert phone”

La Stage Mode inverte la logica di esposizione standard. L’algoritmo protegge aggressivamente le alte luci. Introduce un bias negativo nell’esposizione (EV -1.0 o -2.0) per garantire che i dettagli sul volto dell’artista non vengano persi verso il bianco puro.

Invece di valutare l’intera scena, l’IA identifica la figura umana illuminata e ancora l’esposizione esclusivamente su quella zona, ignorando il pubblico o lo sfondo scuro.

Poiché gli artisti si muovono rapidamente, la Stage Mode prioritizza la velocità dell’otturatore rispetto all’ISO. Il software compensa la minore immissione di luce risultante applicando un denoising computazionale più forte post-cattura.

Nel caso di registrazione di video, la Stage Mode spesso ingaggia algoritmi audio che effettuano il beamforming dei microfoni verso il punto focale visivo. Se l’utente zooma sull’artista, l’algoritmo audio sopprime il rumore della folla circostante e amplifica le frequenze provenienti dalla direzione dello stage.

Magic Color: perché accontentarsi degli stili predefiniti?

Forse la caratteristica software più dirompente di Magic 8 Pro è Magic Color (in particolare la funzione AI Color Extraction). Questa funzione sposta l’asse dalla semplice applicazione di filtri statici o LUT verso un mondo di color grading generativo.

Le fotocamere tradizionali dei migliori camera phone offrono spesso un look molto caratteristico. L’approccio di Honor è agnostico rispetto alla piattaforma, permettendo agli utenti di “rubare” la scienza del colore da qualsiasi immagine di riferimento.

  • L’utente fornisce un’immagine di riferimento
  • Algoritmi di deep learning analizzano l’immagine di riferimento per estrarre una 3D LUT. Questo comporta la mappatura delle relazioni tra tonalità (hue), saturazione e luminanza attraverso l’immagine di riferimento
  • Il sistema identifica 16,77 milioni di punti colore 19 e costruisce una matrice di trasformazione
  • Questa matrice personalizzata viene applicata al mirino in tempo reale e alla pipeline di elaborazione finale dell’immagine

Invece di affidarsi agli ingegneri di Honor per definire cosa sia un “buon” colore, l’algoritmo autorizza l’utente a definire l’estetica.

Per gli utenti che non desiderano estrarre i propri colori manualmente, il software include degli stiili predefiniti come Negativo chiaro, Negativo intenso, Negativo caldo, Negativo classico, Positivo classico, Negativo nostalgico.

Portrait Engine: profondità semantica e migliori texture

Magic 8 Pro tenta di risolvere l’effetto sovra elaborato spesso visto nei ritratti da smartphone (pelle troppo levigata, separazione esagerata dallo sfondo) attraverso un rinnovato Portrait Engine. Il motore divide l’immagine in strati semantici: soggetto, sfondo, primo piano, capelli e accessori (occhiali, cappelli).

Un punto di fallimento comune per il bokeh artificiale sono i capelli. L’algoritmo di Honor utilizza il rilevamento dei bordi ad alta frequenza per creare una mappa di profondità “sfumata”, assicurando che i capelli ribelli non vengano sfocati insieme allo sfondo.

A differenza di alcuni competitor che applicano una sfocatura gaussiana ai toni della pelle per nascondere le imperfezioni, il nuovo motore utilizza la separazione di frequenza. Separa l’immagine in strati di “alta frequenza” (texture, pori) e “bassa frequenza” (colore, tono). Leviga lo strato di bassa frequenza per uniformare il tono della pelle mentre preserva lo strato di alta frequenza per mantenere una texture realistica.

La collaborazione di Honor con Studio Harcourt, che anche in questo caso non può mancare, è implementata come un set di preset specifici (Vibrant, Color, Classic). Questi non sono solo filtri ma distinte pipeline di elaborazione:

  • Simulazione dell’illuminazione: Studio Harcourt è famoso per la sua illuminazione “chiaroscuro”. Gli algoritmi di Honor analizzano la geometria del volto e “ri-illuminano” digitalmente il soggetto, approfondendo le ombre sugli zigomi e aggiungendo catchlight simulati agli occhi per imitare complessi setup di luci da studio.
  • Emulazione lunghezza focale: il sistema forza ritagli specifici di lunghezza focale (23 mm, 35 mm, 85 mm) per emulare la compressione e il campo visivo delle lenti classiche da ritratto, migliorando la distorsione della lente grandangolare dei volti.

Prezzi e promo

Honor Magic 8 Pro si conferma un dispositivo capace di elevare l’esperienza fotografica mobile, grazie a un connubio ormai maturo tra un hardware ottico di qualità e una suite di elaborazione immagine guidata dall’Intelligenza Artificiale.

Se la qualità degli scatti e la versatilità delle focali sono ciò che vi farà interessare a questo smartphone, l’offerta messa in campo da Honor è ciò che vi farà innamorare.

Attualmente, per la configurazione da 12GB di RAM e 512GB di spazio di archiviazione, è attiva un’offerta a tempo limitato su Honor.com che taglia il prezzo finale a 999,90 euro.

Si tratta di un risparmio netto di 300 euro rispetto al prezzo di listino barrato di 1.299,90 euro.

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  • Aggiungendo 9,90 euro si possono includere le Honor CHOICE Earbuds X7 Lite o il tracker MiLi LiTag
  • Con 19,90 euro in più è possibile aggiungere lo smartwatch Honor CHOICE Watch 2i
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  • Infine, per i più esigenti, è possibile aggiungere Honor Watch 4 a 69,90 euro o la curiosa Honor CHOICE Portable Coffee Machine a 89,90 euro

Questa combinazione posiziona Honor Magic 8 Pro in modo molto aggressivo nella fascia premium, offrendo uno smartphone capace e una valanga di accessori a un prezzo finale estremamente competitivo.