La rivalità commerciale nel mondo degli smart glasses ha recentemente assunto toni decisamente più aspri e formali.
Xreal, uno dei principali attori in questo spazio tecnologico emergente, ha deciso di intraprendere un’azione legale diretta contro la concorrente Viture, accusandola di violazione di brevetto.
Xreal vs Viture: un nuovo fronte legale negli Stati Uniti

Secondo quanto comunicato in una nota stampa diffusa nella giornata odierna, la causa è stata depositata presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Orientale del Texas.
Sebbene i nomi commerciali siano quelli noti al grande pubblico, la documentazione legale vede coinvolte le rispettive entità aziendali: la sussidiaria di Xreal, Matrixed Reality Technology Co. Ltd, si contrappone alle affiliate di Viture, ovvero Eden Future HK Limited e Beijing Xingzhe Wujiang Technology Co. Ltd.
Il fulcro del contenzioso ruota attorno al Brevetto USA n. 11,988,839. Xreal sostiene che i prodotti Viture infrangano questo specifico brevetto, che descrive un metodo proprietario destinato a “migliorare le prestazioni dell’immagine“.
L’azienda ricorrente non interpreta questa azione come un caso isolato, bensì come una misura necessaria per interrompere quello che definisce un modello sistematico di violazione della proprietà intellettuale.
Secondo Xreal, tali pratiche non danneggiano solo la loro azienda, ma rischiano di compromettere l’integrità e lo sviluppo dell’intera industria degli occhiali AR.
La tecnologia al centro della contesa
Xreal descrive la tecnologia protetta come un’architettura ottica nuova e non ovvia, progettata per risolvere alcune delle sfide più persistenti nel campo della realtà aumentata indossabile.
Nello specifico, il brevetto copre soluzioni mirate a migliorare drasticamente la qualità dell’immagine e il comfort per l’utente, due fattori determinanti per l’adozione di massa di questi dispositivi.
L’importanza di questa innovazione è stata sottolineata anche da Tom’s Guide, che ha offerto una spiegazione più digeribile della tecnologia contestata. Secondo la testata, il brevetto copre l’esatta disposizione fisica e i complessi calcoli matematici necessari per proiettare e far rimbalzare la luce da un micro-schermo direttamente nell’occhio dell’utente.
Il vero valore aggiunto di questa architettura risiede nella sua capacità di ottenere questo risultato mantenendo un fattore di forma compatto, evitando quindi che gli occhiali assumano l’aspetto ingombrante di un visore per la realtà virtuale. È proprio su questo delicato equilibrio tra estetica, portabilità e prestazioni ottiche che si gioca la partita legale.
Il precedente europeo e la strategia globale
L’azione legale intrapresa in Texas non è un fulmine a ciel sereno, ma sembra far parte di una strategia di protezione globale dei propri asset tecnologici da parte di Xreal. Già nel novembre scorso, infatti, l’azienda aveva ottenuto un’importante vittoria in Europa. In quell’occasione, un tribunale tedesco aveva concesso un’ingiunzione contro Viture in un caso analogo.
Nel procedimento tedesco, Xreal aveva sostenuto con successo che gli occhiali Viture Pro violassero il brevetto europeo EP3754409B1. Sebbene si tratti di giurisdizioni diverse, il brevetto europeo difeso in Germania presenta caratteristiche tecniche molto simili a quello che Xreal sta ora cercando di far valere sul mercato statunitense.
Questo precedente rafforza la posizione dell’accusa, suggerendo una continuità nelle tecnologie impiegate dai due contendenti e nella linea difensiva adottata da Xreal.
Poiché la causa negli Stati Uniti è stata appena annunciata, è probabile che ci vorrà del tempo prima di giungere a una sentenza o a un accordo.
Tuttavia, l’apertura di questo nuovo fronte legale nel Distretto Orientale del Texas, noto per la sua competenza in materia di brevetti, indica che Xreal è intenzionata a difendere aggressivamente la propria posizione, ponendo un freno a quelle che considera appropriazioni indebite del proprio lavoro di ricerca e sviluppo.








