La Commissione Europea ha emesso un verdetto definitivo che esenta due dei servizi chiave di Apple dagli obblighi più stringenti del Digital Markets Act (DMA).
Secondo quanto stabilito da Bruxelles giovedì, né Apple Maps né la piattaforma pubblicitaria Apple Ads possiedono i requisiti necessari per essere classificati come “gatekeeper”, ovvero operatori principali del mercato digitale.
La motivazione alla base di questa esclusione risiede nella loro scarsa diffusione e nel limitato impatto che esercitano sul mercato del Vecchio Continente.
Apple Maps e Ads non sono “gatekeeper”, l’Europa ha deciso

L’indagine, avviata nel novembre 2025, mirava a stabilire se queste piattaforme rappresentassero un punto di accesso imprescindibile per le aziende che desiderano raggiungere i consumatori finali. La conclusione dell’esecutivo europeo è stata netta: nessuno dei due servizi costituisce un “core platform service” per gli utenti commerciali.
I parametri imposti dalla normativa comunitaria sono rigorosi. Per essere designato come gatekeeper, un servizio deve contare oltre 45 milioni di utenti attivi mensili nell’Unione Europea e l’azienda madre deve possedere una capitalizzazione di mercato di almeno 75 miliardi di euro.
Sebbene Apple come entità superi ampiamente i requisiti finanziari, le metriche di utilizzo specifiche per le mappe e la pubblicità in Europa non hanno raggiunto la soglia critica.
In sostanza, la Commissione ha riconosciuto che Apple Maps ha un tasso di utilizzo complessivo relativamente basso nell’UE, mentre Apple Ads opera su una scala molto ridotta nel settore della pubblicità online.
Una vittoria strategica per Cupertino
La risposta di Apple non si è fatta attendere e ha accolto con favore la decisione. L’azienda ha sottolineato come questi servizi debbano affrontare una “concorrenza significativa” in Europa, dichiarandosi lieta che la Commissione abbia riconosciuto il mancato soddisfacimento dei criteri per la designazione.
Questa esclusione rappresenta un vantaggio normativo per il colosso californiano. Non rientrando sotto l’ombrello del DMA per questi specifici servizi, Apple evita una serie di obblighi onerosi che invece gravano su altri suoi prodotti, come l’App Store, il browser Safari e il sistema operativo iOS.
Tali vincoli avrebbero potuto includere l’obbligo di condividere dati sensibili con i concorrenti o garantire una maggiore interoperabilità, misure pensate per facilitare agli utenti il passaggio verso servizi rivali.
Il confronto con Google
La decisione evidenzia indirettamente il divario esistente tra le soluzioni di navigazione di Apple e quelle di Google. Mentre Google Maps è stato classificato come gatekeeper già nel 2023, essendo la piattaforma dominante e di riferimento per la maggior parte degli utenti europei, Apple Maps rimane un attore secondario.
Sebbene Apple abbia investito risorse ingenti in modelli 3D e visualizzazioni satellitari avanzate, la sua base utenti non è sufficientemente ampia da giustificare un intervento regolatorio volto a limitarne il potere di mercato.
La Commissione ha tuttavia precisato che continuerà a monitorare l’evoluzione del mercato. Qualora dovessero emergere cambiamenti sostanziali nei numeri di adozione di Maps o Ads, Bruxelles si riserva il diritto di riesaminare la posizione di Apple.
Per il momento, però, la scarsa popolarità di questi servizi si è trasformata nella migliore difesa possibile contro la scure della regolamentazione antitrust.








