L’azienda guidata da Mark Zuckerberg, Meta, sembra pronta a compiere un ulteriore passo nel settore dei dispositivi indossabili. Stando alle recenti indiscrezioni riportate dalla testata statunitense The Information, la società di Menlo Park ha in programma di lanciare il suo primo smartwatch entro la fine dell’anno in corso.
Il progetto, noto internamente con il nome in codice “Malibu 2”, rappresenta una chiara ripresa delle ambizioni hardware del colosso tecnologico.
Secondo le fonti, questo inedito dispositivo da polso integrerà nativamente le funzionalità avanzate di intelligenza artificiale sviluppate dall’azienda (Meta AI), oltre a offrire strumenti sofisticati per il monitoraggio della salute e dell’attività fisica, elementi ormai considerati imprescindibili per competere in questa specifica categoria di prodotti.
Smartwatch Meta: le origini del progetto e la pausa strategica

Non è la prima volta che si discute di un accessorio da polso targato Meta. Già nel 2021, diverse indiscrezioni suggerivano lo sviluppo di un orologio basato su una versione open-source del sistema operativo Android.
Nei mesi successivi, le voci si fecero progressivamente più insistenti, descrivendo un prodotto dotato di caratteristiche decisamente insolite per il mercato, tra cui una fotocamera rimovibile o, in alcune varianti in fase di test, una configurazione hardware che prevedeva fino a tre sensori ottici.
Tuttavia, nel corso del 2022, la dirigenza decise di sospendere i lavori per concentrare le risorse aziendali su altri fronti. Questa decisa battuta d’arresto fu dettata principalmente dalla necessità di contenere le spese all’interno della divisione Reality Labs, la quale stava affrontando perdite finanziarie significative.
La complessa razionalizzazione dei costi ha portato, nel mese di gennaio, al licenziamento di oltre mille dipendenti all’interno dello stesso reparto dedicato allo sviluppo di nuove tecnologie.
La visione a lungo termine e l’ecosistema indossabile
In seguito a questi drastici tagli al personale e al budget, lo stesso Mark Zuckerberg ha chiarito agli investitori, durante una chiamata sui risultati finanziari, che le risorse della divisione Reality Labs si sarebbero concentrate in maniera prioritaria verso gli occhiali e i dispositivi indossabili.
Attualmente, l’offerta hardware dell’azienda si regge principalmente sui visori per la realtà virtuale e sugli occhiali smart. Tra questi ultimi spiccano i modelli realizzati in stretta collaborazione con Ray-Ban, che stanno registrando un notevole successo commerciale, specialmente sul mercato statunitense, confermando l’interesse del pubblico verso tecnologie da indossare sul volto.
Mentre il lancio di “Malibu 2” appare un’eventualità sempre più concreta per i prossimi mesi, l’azienda continua a pianificare il futuro della realtà mista e aumentata.
I laboratori di Menlo Park sono attualmente impegnati nello sviluppo parallelo di quattro diversi modelli di occhiali AR e MR. Tuttavia, l’attesa per provare con mano queste tecnologie si prospetta ancora lunga: secondo i rapporti più recenti, la presentazione ufficiale del prossimo visore di realtà mista, identificato internamente dal nome in codice “Phoenix”, è stata posticipata ai primi mesi del 2027.
L’introduzione di uno smartwatch potrebbe quindi fungere da anello di congiunzione cruciale per l’ecosistema del gruppo, ampliando le modalità con cui gli utenti interagiscono con l’intelligenza artificiale nel quotidiano in attesa dei prossimi grandi balzi tecnologici.








