La nostra conoscenza delle antiche civiltà si basa in larga parte su frammenti di argilla e pergamene consumate dal tempo. Tra molti millenni, tuttavia, i nostri discendenti potrebbero ricostruire la storia della nostra era partendo da una sottile lastra trasparente.
Mentre i moderni supporti magnetici sono soggetti a un rapido e inesorabile decadimento, i ricercatori di Microsoft hanno presentato i recenti sviluppi di Project Silica, un sistema di archiviazione dati che sfrutta le proprietà della luce per incidere informazioni su un supporto virtualmente indistruttibile.
L’intento principale del team di ricerca è scongiurare quella che gli esperti definiscono una potenziale “Età oscura digitale“, assicurando che il nostro immenso patrimonio di informazioni non vada perduto.
Il risultato è un elemento capace di resistere per diecimila anni senza alcuna necessità di manutenzione.
Microsoft Project Silica, oltre la tecnologia ottica tradizionale

Il funzionamento del sistema ricorda alla lontana quello dei comuni CD, in cui un raggio luminoso altera fisicamente una superficie per codificare dati. Il progetto dell’azienda di Redmond, tuttavia, porta questo principio a un livello di estrema complessità e precisione.
Utilizzando un piccolo quadrato di vetro borosilicato spesso appena due millimetri (un materiale sorprendentemente comune, simile a quello impiegato per le pirofile da cucina o per gli sportelli dei forni) gli ingegneri impiegano speciali laser a femtosecondi. Questi strumenti emettono impulsi di luce incredibilmente rapidi per creare minuscole deformazioni all’interno della materia.
L’innovazione tecnica fondamentale risiede nell’utilizzo dei cosiddetti “voxel di fase“, ovvero l’equivalente tridimensionale di un pixel, combinati in modo ingegnoso con le variazioni delle lunghezze d’onda della luce.
Curiosamente, durante lo sviluppo, il team ha scoperto che limitare l’incisione a quattro dimensioni ottiche e fisiche, anziché le cinque ipotizzate nei primissimi studi universitari sul tema, migliora significativamente l’efficienza energetica e aumenta la densità di archiviazione.
Sicurezza assoluta per archivi e musei
Sviluppato nell’arco di circa otto anni da una squadra eterogenea composta da ingegneri meccanici, scienziati informatici ed esperti di ottica, il progetto è nato ascoltando le specifiche esigenze di grandi istituzioni.
Realtà come gli archivi nazionali, i complessi museali e le grandi aziende dell’intrattenimento necessitano di supporti capaci di sopportare decenni di abbandono totale sugli scaffali senza subire alcun danno.
La memorizzazione su queste lastre risponde perfettamente a tale richiesta: una volta scritto, il dato diventa totalmente immune a malware, manomissioni informatiche o semplice deterioramento chimico.
Nelle più recenti dimostrazioni pratiche, i ricercatori sono riusciti a sovrapporre oltre trecento strati di voxel, portando la capacità teorica di un singolo frammento di vetro a 4,8 terabyte. Si tratta di una capienza sufficiente a contenere circa due milioni di libri stampati o cinquemila filmati ad altissima risoluzione.
L’informazione permanente a costo zero
Attualmente, le sfide prettamente scientifiche legate alla codifica su questo materiale sono state ampiamente superate, lasciando agli sviluppatori il solo compito di perfezionare ulteriormente l’hardware laser necessario per la fase di scrittura.
I vantaggi per il futuro della conservazione documentale si preannunciano immensi. A differenza degli enormi server odierni o dei nastri magnetici, che richiedono un costante dispendio energetico per i sistemi di raffreddamento e cicli regolari di sostituzione, la tecnologia Silica azzera del tutto i costi di mantenimento a lungo termine.
Terminata l’incisione, il supporto può essere fisicamente stoccato e dimenticato, conservando intatta la nostra memoria digitale per i millenni a venire.








