Nel tentativo di incrementare il numero di abbonati, Google ha iniziato ad introdurre un cambiamento restrittivo per una delle funzioni più popolari di YouTube Music. Quella che per lungo tempo è stata una funzionalità accessibile a chiunque, ovvero la visualizzazione dei testi delle canzoni, sta per essere limitata per gli utenti gratuiti.
Si tratta di una mossa che mira a spingere verso un abbonamento Premium: dopo una fase di test, con vari indizi, ora sembra che questa limitazione sia stata implementata per alcuni utenti Android e iOS.
YouTube Music cerca di convincere gli utenti ad abbonarsi, ma lo fa nel modo più sbagliato

La nuova politica di Google prevede un limite molto preciso per chi utilizza la versione gratuita di YouTube Music. Gli utenti possono infatti visualizzare i testi completi di sole cinque canzoni senza costi aggiuntivi. Una volta superata questa soglia, tentando di accedere alla scheda dei testi nella schermata di riproduzione, compare un avviso che invita a sbloccare la funzione tramite l’abbonamento Premium.
Per chi decide di non pagare, l’esperienza diventa estremamente limitata: il sistema mostra solamente le prime righe del testo, mentre il resto rimane sfocato e impossibile da scorrere. Come anticipato in apertura, la restrizione sembra essere in fase di rilascio globale.
Oltre a sbloccare i testi, l’abbonamento Premium offre l’ascolto senza pubblicità, la riproduzione in background e la possibilità di scaricare brani per l’ascolto offline. Google sta inoltre puntando molto sull’integrazione dell’intelligenza artificiale per rendere l’offerta più appetibile. Tra le nuove funzioni spicca Ask Music, alimentata da Google Gemini, che permette agli abbonati di creare playlist basate su descrizioni testuali, anziché limitarsi a cercare specifici artisti o generi.
La decisione di limitare l’accesso ai testi delle canzoni rappresenta un chiaro segnale della volontà di Google di battere cassa: YouTube Music è la quinta piattaforma di streaming audio globale, con una quota del 9.7%, dopo Spotify, Tencent Music (solo Cina), Apple Music e Amazon Music.
Ora resta da vedere quale sarà la risposta degli utenti: accetteranno un’esperienza di ascolto più essenziale, cambieranno bandiera oppure investiranno in un abbonamento (dimostrando la bontà della scelta di Google)?








